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Immersa tra le sterminate campagne in cui risiedo, una villa spicca tra le numerose dimore diroccate, ergendosi maestosa come una regina. Il suo stato di conservazione impeccabile e l’opulenza dei suoi arredi la rendono un vero gioiello.

Ogni volta che mi avventuro all’interno di una residenza disabitata riesco ad identificarne un aspetto predominante circa il suo fascino. Per quanto riguarda questa dimora, resterà per sempre impressa nella mia memoria per la strabiliante quantità di quadri che ne colonizzavano i muri.
Le pareti di ogni stanza erano letteralmente punteggiate da una miriade di chiodi che andavano a sorreggere quadri di varie dimensioni e generi: un vero spettacolo per gli occhi!
Centinaia – se non migliaia – di chiodi erano stati piantati con una precisione maniacale, dando origine ad una griglia perfetta su cui erano appese riproduzioni di celebri capolavori, stampe a tema floreale, ritratti di personaggi dei fumetti, puzzle con immagini di cartoni animati, incantevoli scorci campestri e vedute di monumenti cittadini: le pareti erano state trasformate in una straordinaria galleria d’arte.
Anche se ora alcuni ambienti sembrano spogli, posso assicurare che in passato erano anch’essi adornati dai quadri, come testimoniano gli aloni scuri rimasti sui muri. Molti quadretti, di recente, sono stati rimossi, non è chiaro se per mano dei proprietari o da malviventi.

Molte delle opere nella residenza, oggi disabitata, raffiguravano monumenti e scorci della città di Bologna.
Mi piace immaginare che il proprietario, per ragioni di lavoro o legate al cuore, abbia dovuto trasferirsi in un piccolo paesino di campagna, ma abbia voluto preservare un ricordo indelebile della sua amata città in ogni angolo della sua nuova dimora e che tutti quei quadri fossero la testimonianza di un legame tangibile con le sue origini e le sue vicissitudini passate.
Non sono riuscito a scoprire tutti i dettagli storici legati a questa villa poiché le informazioni reperibili riguardano principalmente l’ultima famiglia che l’ha abitata.
L’edificio fu acquistato negli anni Sessanta, quando subì un’importante ristrutturazione. Purtroppo, gli affreschi che senza dubbio un tempo decoravano tutte le stanze vennero coperti con colori uniformi e vivaci carte da parati, una scelta economica e sbrigativa che era in voga in quel periodo. Solo in alcune stanze gli affreschi sopravvivono intatti, con ogni probabilità perché erano ben conservati e non richiedevano interventi di restauro.
Il motivo dell’abbandono della villa rimane un mistero. Come spesso accade, è possibile che i proprietari si siano trasferiti in una residenza più moderna, più in linea con le esigenze contemporanee. Tuttavia, resta un enigma il motivo per cui abbiano lasciato così tanti oggetti d’arredamento, così come fotografie e ricordi di famiglia. Sono indizi che alimentano la curiosità e l’immaginazione, lasciando spazio a speculazioni sul passato della villa e sulle vicende che hanno portato alla sua attuale condizione di abbandono.

Per vedere tutte le altre foto scattate in questa residenza disabitata vi rimandiamo all’album di Tesori Abbandonati: REGINA DI QUADRI.

Se questa residenza disabitata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati dell’Emilia Romagna?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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