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Questa vetreria abbandonata fino al 2014  produceva vetri antincendio e vetri ultra-trasparenti per pannelli fotovoltaici.
Dopo soli pochi anni da un importante rinnovamento dei macchinari di produzione a fine 2014, la fabbrica cessò l’attività, lasciando 190 dipendenti senza lavoro.

Questo sito ospitava due grandi vetrerie già a fine dell’800. In quegli anni le condizioni di lavoro non erano delle ottimali il che portò a numerose proteste, così violente che una delle due vetrerie fu distrutta, mentre questa fu risparmiata perché protetta dall’esercito. L’attività riprese nel 1890 con la produzione di una vasta gamma di prodotti: vetri per tetti, vetri a specchio, vetri per vetrate colorate e pannelli luminosi.

La vetreria, oggi abbandonata, durante il secolo scorso era in ottima salute e dopo essersi fusa con un’altra analoga attività belga e dopo essere stata rilevata da un’ industria giapponese leader nella produzione di vetro piano, divenne una dei maggiori produttori del Paese. La fabbrica divenne specializzata in vetri antincendio e vetri ultra-trasparenti per i pannelli fotovoltaici, la cui sempre crescente domanda portò fra il 2004 e il 2007 a un aumento della capacità produttiva e a un importante investimento per modernizzare il forno di fusione del vetro.
Nessuno immaginava che solo pochi anni dopo, a partire già dal 2011, la situazione potesse radicalmente cambiare: in seguito a importazioni di vetro speciale a basso costo, o proprio del pannello solare già assemblato, dalla Cina, il mercato europeo andò in crisi, facendo registrare profonde perdite a tutto il settore.

Alla fine del 2013, un’azienda era disposta a rilevare la vetreria abbandonata. Tuttavia, il 30% dei dipendenti sarebbe stato licenziato e i restanti avrebbero dovuto subire una riduzione dei salari del 15%. Alla fine l’acquisizione è fallita e la fabbrica ha chiuso i battenti il 31 dicembre 2014, lasciando 190 dipendenti senza lavoro.
Dopo il fallimento quasi tutti i macchinati sono stati smontati e venduti ad altre fabbriche oppure come rottame. Solo la grande nuova fornace è rimasta nei capannoni, impossibile da demolire a causa dell’enorme blocco di vetro solidificatosi al suo interno dopo lo spegnimento.
Degli impianti più antichi non era rimasto invece quasi nulla, probabilmente già smantellati durante l’ammodernamento a inizio anni 2000. L’unica sopravvissuta, con nostra grande sorpresa a fine esplorazione, è stata una piccola stanza in una cabina elettrica nel perimetro della fabbrica in cui erano presenti, sebbene molto vandalizzati, due convertitori rotanti, probabilmente in servizio nella prima metà del ‘900.

Se questa vetreria abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di fabbriche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati del Belgio?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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