Skip to main content

L’ex macello di Trieste, abbandonato da anni, è un sito “strano”. Per diversi motivi. Abbiamo avuto modo di esplorarlo grazie all’accesso consentito dal Comune di Trieste, proprietario del macello abbandonato, che si prepara a breve a rimetterlo sul mercato, con un tentativo di vendita a stretto giro. Già in passato è finito all’asta, varie volte, senza trovare nessun acquirente interessato. A quel punto le aree esterne sono state date in utilizzo, parziale, ad alcune associazioni, per allenamenti di softair e per esercitazioni di cani impegnati in operazioni di soccorso. Ora l’ente ci riprova, piazzandolo a un milione e mezzo di Euro.

La prima particolarità del comprensorio, di ben settemila metri quadrati, è che, pur essendo di proprietà del Comune di Trieste, si trova nel territorio del Comune di Muggia. Comune che fa parte della provincia di Trieste.

La seconda particolarità è che la zona, ben chiusa e controllata, grazie a muri e alte recinzioni, non comprendeva solo un grande edificio adibito alla macellazione, ma anche un’abitazione privata, di cui restano ancora mobili e altri oggetti, e un’officina, dove sono rimasti pezzi di veicoli di vario tipo.

Sono poche le notizie che si riescono a reperire sulle palazzine, si sa però che la prima asta risale al 2007 e che all’epoca il fabbricato era già dismesso. È probabile quindi che l’intera struttura non sia più operativa da almeno 15 anni.

La prima area che esploriamo è quella del macello abbandonato, dove quasi tutti i macchinari sono stati eliminati, ma dove è chiaramente intuibile il percorso che gli animali dovevano effettuare. Qua e là si notano anche locali accessori, spazi dove i dipendenti manovravano le attrezzature. Restano dei grandi quadri elettrici, una scrivania, una sedia e un monitor. Le pareti sono tutte rivestite di piastrelle bianche e su molte sono rimasti fissi i cartelli per i lavoratori, che avvisavano delle misure di sicurezza da osservare nella quotidianità. Salendo le scale esterne si accede a diversi piani dove si trovava la parte amministrativa. Anche qui scrivanie, sedie, carte e libri a volontà, dimenticati in diverse stanze. In italiano e in inglese. Su alcuni tavoli restano lampade e documenti legati all’attività del sito. Qualche tapparella è crollata, così come ampie porzioni del soffitto.

La seconda area che visitiamo, attraversando il cortile e salendo lungo una scala esterna, ci porta ad un altro edificio, più basso. Sembra in tutto e per tutto un’abitazione privata, tra armadi, sedie, una grande fiasca di vino, letti e qualche dettaglio colorato sui muri. Vedendo i mobili particolarmente datati l’utilizzo risale a parecchi decenni fa. Forse agli anni Settanta. Immaginiamo potesse essere l’appartamento di un custode.

La terza e ultima area che visitiamo è un’officina. Dentro restano parecchi pneumatici, una lunga serie di parafango, qualche attrezzo logoro. E mobili fatti a pezzi. Questa zona un tempo era una stalla, per gli animali. Rimangono visibili ancora i recinti e qualche vasca per il cibo e l’acqua. Poi, dalle poche informazioni rimaste, sembra sia stata data in affitto a un meccanico, quando ormai il macello era verso la strada della chiusura.

In passato si sono fatte varie ipotesi per sistemare il comprensorio, tra le quali quella di una totale demolizione per la costruzione di stabili con appartamenti. Un’idea, come altre, mai realizzata.

Per saperne di più

Se questo macello abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di residui di archeologia industriale. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati del Friuli Venezia-Giulia?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio ed il neo-nato profilo tiktok.

(Visited 389 times, 1 visits today)
Rating: 5.0/5. Dal voto1.
Attendere....