Skip to main content

Imponente come i monti che lo circondano, la sua mole desolata ed elegante si staglia all’ingresso del paese.
Uno dei più affascinanti alberghi-hotel liberty della Valle del Lys fu per diversi anni un’importante meta di villeggiatura dell’aristocrazia.
Due furono le famiglie che si avvicendarono nella gestione di questo Hotel la cui costruzione risale al 1880.
La prima fu la famiglia Thedy che, intorno al 1880, sul luogo della vecchia mensa alpina aprì la Pension Thedy. La prima testimonianza è rappresentata da una vecchia fotografia, datata al 1886, che raffigura un semplice edificio in pietra. Risale probabilmente a questo periodo l’interessante iscrizione, in antico dialetto walser, trovata su di una trave dell’albergo che si riferisce ad una sorta di preghiera a protezione della casa.

Già all’epoca Gressoney era un’affermata meta turistica, ricordiamo che dal 1889 fino al 1923 soggiornò e si innamorò del “nostro” protagonista, l’hotel libert, nientemeno che la regina Margherita di Savoia, appassionata di alpinismo e assidua frequentatrice delle zone, contribuendo con la sua presenza a dare notorietà al luogo.
Verso il 1910 la gestione dell’albergo, già ampliato, passò alla famiglia Busca, più precisamente a tre fratelli originari di Settimo Vittone, in provincia di Torino.
Grazie alla loro formazione alberghiera decisero di investire nella Valle ed assieme alle consorti aprirono prima un’osteria poi un magazzino per la rivendita di prodotti alimentari destinati alla fornitura  per alberghi, infine nel ’16 acquistarono la Pensione Thedy.

In mano ai nuovi proprietari la struttura subì diverse trasformazioni e nel 1921 venne aggiunta un’ampia dépendance ed un’autorimessa.
Nei primi del decennio successivo, accanto all’edificio ottocentesco, venne costruito l’imponente fabbricato Busca composto da quattro piani per un totale di sessanta camere (la Pension Thedy ne aveva 30). Da quel momento l’albergo cambiò nome diventando Hotel di prima categoria, fu il primo nel suo genere, in tutta la Valle, a fornire acqua corrente calda e fredda in tutte le camere, disponeva inoltre di appartamenti con bagno privato, bar, salone da ballo con orchestra, telefono e telegrafo, ascensore, tre campi da tennis e giardini. Dotato anche di servizio sanitario, servizio guide e portatori per passeggiate ed escursioni.

La famiglia gestì il Grand Hotel liberty fino al 2004. Un incendio, nell’ala ovest, ne segnò la fine, dando inizio all’abbandono in cui versa tutt’ora.
Come un ospite inusuale, mettere piede in questo albergo desolato e silenzioso, guardarsi attorno ed osservare, sembra di tuffarsi nelle logore pagine di un vecchio album ormai sbiadito…oggetti, giornali sparsi qua e là, mobili accatastati in un angolo. Nel piano principale quello che colpisce è il grande salone caratterizzato dalla successione delle ampie finestre capaci all’epoca di offrire una splendida vista sui giardini ed i campi da tennis sottostanti. Sulle porte a vetri interne si possono ancora leggere le scritte “Salone” e “Sala da pranzo” pronte ad accogliere ormai solo polvere ed aliti di vento. E poi, una piccola palestra e delle scale, non una ma due rampe distinte: quelle che conducono ai piani superiori dove si trovano le camere e quelle che portano nel seminterrato dove hanno sede la cucina, le cantine ed i magazzini.

A malincuore si nota come l’hotel liberti sia oggi vandalizzato.
Attraversando una porta dai vetri rotti si accede all’ala ovest, dove si trovava la reception, la zona colpita dall’incendio, aggirarsi fra quelle stanze annerite, percepire ancora quell’acre odore di fumo ed osservare oggetti bruciati ed amorfi (in galleria potete vedere uno stereo sciolto dalle fiamme) ti trasmette una strana inquietudine e malinconia.

Ti dici che sarebbe bello vederlo rinascere, ti chiedi se sarà mai possibile e ti volti ancora una volta ad osservarlo, rivolgendo un accorato pensiero all’ultimo proprietario che purtroppo qui vi trovò la morte, allontanandoti in rispettoso silenzio.

Testo di Elena Ponte
Foto reperite da David Calloni

Se il Grand Hotel liberty abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di alberghi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Valle d’Aosta?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio ed il neo-nato profilo tiktok.

(Visited 988 times, 1 visits today)
Rating: 5.0/5. Dai voti4.
Attendere....