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Sono profondamente amante dei cinema e dei teatri abbandonati: sin dai primi passi all’interno del mondo urbex, questa tipologia di edifici mi ha affascinato in modo totalizzante.
In questo articolo vi mostro un cinema dismesso dalle dimensioni contenute che ha catturato la mia attenzione sia per la sua decadente bellezza che per la sua intrigante storia.

Il cinema dismesso è situato in un villaggio operaio, un insediamento industriale nato per conciliare casa e lavoro in un unico centro abitato, pensato per soddisfare sia gli interessi degli imprenditori che quelli degli operai.
L’architettura semplice ma funzionale dei villaggi operai era mirata a creare un senso di comunità, con abitazioni vicine che favorivano l’interazione quotidiana, contribuendo così alla coesione sociale.
La fornitura di case, spesso affiancata da iniziative culturali e formative, contribuì a elevare lo standard di vita dei lavoratori e delle loro famiglie.
Questo villaggio fu costruito dal nulla per i dipendenti di un’azienda specializzata nella produzione di fiammiferi.
Inizialmente, ai lavoratori venivano messi a disposizione una casa con orto e giardino e i servizi di prima necessità, con l’obbiettivo di creare quartieri autosufficienti.
Dalla metà degli anni Cinquanta iniziò anche la costruzione edifici destinati a servizi sociali ed educativi come il cinema in questione, l’asilo nido, la scuola materna, la scuola elementare, un istituto professionale, la mensa, oltre ad alcuni edifici residenziali per impiegati e operai.

L’industria che ha dato vita a questo villaggio è stata fondata nel 1932, nel 1943 contava già 8000 dipendenti e produceva ben 100 miliardi di fiammiferi all’anno. Nel Secondo Dopoguerra, oltre alla produzione di fiammiferi, l’azienda avviò la produzione di mobili e complementi d’arredo sfruttando il materiale di scarto.
Con la progressiva riduzione delle vendite di fiammiferi avvenuta negli anni Sessanta, l’impresa cercò di reinventarsi, convertendo gradualmente la produzione in accendini a gas e piezoelettrici. Questa transizione si rivelò poco efficace e le attività subirono una graduale riduzione fino alla definitiva chiusura, avvenuta nel 2002.
Da allora, alcuni edifici sono stati venduti e recuperati, mentre altri giacciono in abbandono, tra cui questo cinema dismesso, che un tempo rappresentava il cuore pulsante dell’intrattenimento per la comunità operaia.

Per vedere tutte le altre foto scattate in questo cinema vi rimandiamo all’album di Tesori Abbandonati: L’INTRATTENIMENTO DOPO LA FATICA.

Se questo cinema dismesso ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di cinema abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Lombardia?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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