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Risalente al secondo decennio del XIII secolo, questa piccola chiesa dimenticata rimane incastonata in una piccola via dall’ambiente rustico ben conservato, a vicoli irti, selciati di porfido a tagli non regolari e a piccole case non intonacate.
Il santuario è a pianta centralizzata a margine ottagonale, mentre l’altare maggiore è posizionato tra due colonne curvilinee a spirale. Nelle due alcove ai lati dell’altare si aprono le rispettive porte comunicanti con la sagrestia.

Questa chiesa dimenticata faceva parte di un complesso molto più grande, riqualificato in tempi non sospetti, infatti, esso fino a circa i primi del XVIII sec. era un convento di suore carmelitane, il più grande della zona. Nonostante questo abbandono da parte delle suore, e la differente destinazione del convento, il luogo di culto svolse le sue funzioni fino all’autunno del 1997, dove il sisma danneggiò in maniera preoccupante la struttura. Ci vollero circa dieci anni per mettere in sicurezza e ristrutturare l’edificio. Dopodiché la chiesa rimase attiva per qualche anno per poi essere chiusa in via definitiva durante il sisma del 2016.
Ad oggi rimane silenziosa a ridosso delle viuzze del centro storico, immobile ma presente, pronta a essere riscoperta.

Se questa chiesa dimenticata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di chiese abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati delle Marche?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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