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Faceva freddo quel pomeriggio di dicembre. Forse il più freddo dell’inverno appena cominciato.
Durante la notte la prima neve aveva imbiancato buona parte della Svizzera.
Attraversammo i paesaggi zuccherati con sette gradi sotto lo zero fino a raggiungere la nostra meta.
L’immenso edificio disabitato di colore rosa si trovava in una posizione abbastanza panoramica ed era circondata da un bellissimo parco, gli alberi congelati e la neve che imbiancava i tetti davano al luogo un’atmosfera magica, quasi hollywoodiana.
Il grande parco con i viali alberati, le fontane congelate e una vecchia piscina ci accoglievano vestiti di bianco.
Entrammo da una finestra rotta nella grande dimora, la quale fu la casa d’infanzia di un noto giornalista ad oggi direttore del giornale Blick, nonché appassionato e rinomato collezionista di arte contemporanea. Possiede una delle collezioni private più importanti d’Europa.

Non sappiamo il motivo per cui questo edificio degli anni ’20 del secolo scorso sia disabitato ed abbandonato.
Gli interni della dimora sono molto belli, stanze ampie e ricche di finestre con molte porte scorrevoli, camini di marmo, tappezzerie e boiserie.
Anche se priva dei suoi arredi rispecchia quel tipo di dimora di famiglia ben agiata.
Molti elementi fanno supporre ad una rinnovazione eseguita con i gusti e mode degli anni ’60 o ’70.
Testimone un bagno nero spettacolare un tempo sicuramente all’avanguardia, oggi ancora con il suo fascino quasi visionario e futuristico.

Se questo edificio disabitato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Svizzera?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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