Skip to main content

Ad appena un paio di chilometri dal centro abitato di un’antica cittadina dell’alto Lazio, si adagia, sotto la scarpata della strada principale, la cartiera dimenticata e abbandonata ormai da dieci anni. Il luogo in cui è posizionata è veramente suggestivo, luogo che scopro essere estremamente rilevante dal punto di vista archeologico, paesaggistico ed idrogeologico.

Mi trovo di fronte quasi 210.000 metri cubi di costruzioni, e l’accesso così semplice, addirittura dal cancello principale, mi fa credere per alcuni secondi che si tratti solo di capannoni vuoti. Ed invece la cartiera conserva molti dei suoi macchinari, soprattutto nella parte più antica.
Appena entriamo, ci sono addirittura due piani di uffici, messi a soqquadro dagli immancabili vandali, ed un piccolo laboratorio chimico. Ma la scoperta più grande è nella navata centrale, dove il macchinario più grande è stato portato via per regalarci un luogo incredibilmente suggestivo.

Inoltrandoci tutto diviene bianco e congelato dal tempo; i residui dell’impasto della carta infatti sono incollati su ogni superficie: i vecchi ingranaggi, le tubature, i silos, i macchinari.
La cartiera dimenticata è veramente vasta ed è possibile accedere anche al solaio più alto tramite cunicoli ed alcune scale esterne molto precarie. L’accesso è pericoloso ed il vecchio solaio non sembra in ottimo stato, ma la luce ed i vecchi macchinari ci regalano delle immagini incredibili.
Continuando a perlustrare troviamo addirittura le case dei custodi, ancora completamente arredate, ma quello che veramente ci lascia senza parole è la parte esterna. A pochi passi dal fiume che scorre lungo la cartiera sono stoccate a cielo aperto montagne di Pulper.

Il Pulper, o scarto di Pulper per l’esattezza, viene prodotto dalla cartiera quando spappola la carta da riciclare: è quindi un composto costituito da tutti quei materiali non riciclabili (plastiche, metalli, vetro, sabbia, cellulosa non tritabile).
Sembra irreale, data la vicinanza al fiume che potrebbe disperdere il materiale inquinante con una piccola esondazione. Immaginiamo che il materiale sia in attesa di bonifica da almeno 10 anni, ma per ora è quello che resta di questa affascinante cartiera dimenticata e abbandonata.

Claudia Bellini

Se questa cartiera dimenticata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di altre fabbriche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati del Lazio?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio ed il neo-nato profilo tiktok.

(Visited 383 times, 3 visits today)
Rating: 5.0/5. Dai voti12.
Attendere....