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Colui che battezza, è il significato di Baptista ovvero l’origine del cognome Battistini che da nome a questo podere abbandonato, come indica anche la lettera B in ferro battuto sovrastante il bellissimo portone azzurro di ingresso.
Si narra infatti che questo podere abbandonato fu abitato da un Prete fra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento che usò la villa come residenza estiva, luogo di serenità e di preghiera immersa fra i campi isolato in un bellissimo altopiano collinare, ora diventato un boschetto.
Per quanto il podere esternamente possa sembrare un rustico casale, di moderate dimensioni, umile e senza decoro o ostentazione, gli interni sono in realtà una stupefacente sorpresa, una vera e propria piccola chicca. Appena varcata l’entrata, sulla sinistra vi è una affascinante cappella interna ora piena di crepe e persino un enorme buco nella parete da cui entra una luce tale che ai miei occhi appare accecante, quasi divina.

Le altre stanze a piano terra sono umili con pochi vecchi oggetti e arredi sparsi, ma rimane un interessante dettaglio, il calendario appeso fermo da ben il 1973. Salendo le scale osservo una grande porta logora ma di stile settecentesco che collega ad uno stretto corridoio. La camera sempre umile ha ancora i letti in ferro battuto mentre le altre stanze sono spoglie, in fondo al corridoio vedo scorgere il camino, ecco la sala principale del podere con decori di paesaggi e due inaspettati gatti dipinti di cui sensazione mi riporta allo stile egizio, ma soprattutto un soffitto in legno dipinto con più scanalature quadrate concentriche, un soffitto che per la sua unicità faccio fatica a descrivere.
Così, leggendo incuriosito le ultime pagine stracciate che trovo a terra di chissà quali vecchi libri, ripercorro il fiabesco sentiero fra i campi e lascio tornare questo luogo, di nuovo, alla malinconica solitudine del suo decadimento.

Se questo podere abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati delle Marche?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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