La scoperta di questo vecchio ostello è stata del tutto casuale.
Ci troviamo in un minuscolo paesino nelle campagne francesi per visitare una famosa casa abbandonata di cui avevamo sentito parlare. Per non attirare l’attenzione dei pochi abitanti del luogo, decidiamo di parcheggiare lontano e percorrere un lungo sentiero a piedi, immersi nel silenzio surreale che avvolge la campagna.
Quando arriviamo, ci colpisce sin da subito la vista di un enorme edificio apparentemente abbandonato: il giardino che lo circonda è incolto e la vegetazione è così fitta da permettere solo una parziale visione della struttura. L’atmosfera è resa ancora più inquietante dalla temperatura, ben al di sotto dello zero: un sottile strato di brina ricopre le superfici e una nebbia leggera e spettrale avvinghia il nostro campo visivo. Decidiamo di concentrarci sul nostro obiettivo principale; poi, tempo permettendo, esploreremo anche il misterioso edificio appena scoperto.
La prima esplorazione si conclude però più rapidamente del previsto, lasciandoci tutto il tempo per indagare sul resto.

Una parte della recinzione che delimita la proprietà è rotta e ci facilita l’accesso al giardino. Con cautela ci facciamo strada tra rovi e piante infestanti e, man mano che ci avviciniamo, l’aspetto decadente dell’edificio si svela in tutta la sua malinconica bellezza.
Davanti alla facciata è posteggiato un furgoncino d’epoca, probabilmente un vecchio Peugeot D4 che a prima vista sembra un veicolo militare. La sua vernice scrostata e i segni evidenti di ruggine fanno pensare che sia lì da decenni, esposto alle intemperie e allo scorrere del tempo.
Una volta raggiunto l’edificio ci accorgiamo che le finestre, nonostante il gelo, sono aperte, segno evidente che il luogo è disabitato. Dando una rapida occhiata attraverso una di esse, ci scontriamo con immagini quasi surreali: un salottino con carta da parati a motivi floreali, divani a fiori, un tappeto logoro che copre un parquet impolverato, una piccola libreria, un angolo bar e vecchi dischi in vinile sparsi a terra. Sembra la scenografia di un film horror di fine anni Settanta… Come non catturare tutto questo con le nostre macchine fotografiche?!
Una volta all’interno, perlustriamo rapidamente l’edificio. Ci imbattiamo in altri salotti, un ingresso, una cucina e una sala da pranzo. Ci troviamo quindi davanti ad una porta con la scritta in francese “Bureau”: si tratta della reception. In questo momento ci rendiamo conto che non ci troviamo in una semplice casa, ma in un vecchio ostello. Al piano superiore si schiude un lungo corridoio, anch’esso decorato con carta da parati a motivi floreali, che collega numerose camere da letto ormai spoglie di arredi.
La nostra esplorazione ci conduce infine in una soffitta, dove facciamo la più interessante fra le scoperte di questo vecchio ostello: tra i vari oggetti abbandonati rinveniamo alcuni documenti che rivelano che, prima di essere trasformato in una struttura ricettiva, l’edificio era una caserma della gendarmeria.
Per vedere tutte le altre foto scattate in questo vecchio ostello vi rimandiamo all’album di Tesori Abbandonati: ANNÉES 70.
Se il vecchio ostello ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di alberghi e ristoranti abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Francia?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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