Un’area archeologica abbandonata, una villa romana e le sue cisterne di servizio: i ricordi di un tempo passato.
Rimettendo mano ai vecchi hard disk mi accorgo della quantità enorme di luoghi non pubblicati, completamente dimenticati non solo dai proprietari, dalle istituzioni o dagli autoctoni, ma anche dal sottoscritto.
Mi imbatto in pezzi di passato e in avventure lontane nel tempo, spesso con grandissimi amici e compagni di viaggio che non vedo più da anni.
Come in questo caso, che mi ricorda il periodo maltese, in cui mettemmo a ferro e fuoco quell’isolotto buttato nel Mediterraneo.
Ricordo le ricerche che facemmo per trovare la posizione e l’accesso di questa antica villa romana, o meglio, della cisterna che serviva la villa, di cui all’epoca, oltre ai racconti di alcuni isolani, non si riuscivano ad avere ulteriori informazioni. Vedendo le foto di sicuro nessuno griderà al miracolo, trattandosi di alcuni pilastri e poco più.
Ma non sono le foto il succo dell’esplorazione urbana. E’ la ricerca, l’esplorazione stessa del territorio, senza la quale non si può parlare di urbex, ma di fotografia dell’abbandono. E infatti il 90% di chi oggi pensa di fare urbex, in realtà sta facendo altro…

Vi racconto un pò di storia riguardo questa area archeologica abbandonata, saccheggiando da wikipedia.
Intanto il nome dell’area archeologica è Ta’ Kaċċatura e si trova su una collina brulla nella zona periferica di Birżebbuġa, nel sud di Malta . Il complesso comprende una villa rustica romana e diverse cisterne ipogee. La villa rustica conferma la presenza di una fiorente industria dell’olio d’oliva in questa parte delle isole maltesi.
Nell’aprile 1881, una commissione archeologica permanente ordinò gli scavi a Ta’ Kaċċatura e Mnajdra. Il terreno fu poi acquistato dal governo di Malta “per scopi archeologici”, come stabilito in un contratto del 12 dicembre 1881. Ta’ Kaċċatura è quindi uno dei siti archeologici più antichi di Malta, acquisito dalle autorità per garantirne la conservazione.
La cosa assurda è che fino a pochissimi anni fa, al momento della mia visita, il sito non era assolutamente curato o segnalato, ma si trovava completamente abbandonato a se stesso e alla mercè di chiunque.
La cisterna più interessante e più grande del sito, che è poi quella che siamo riusciti a trovare nella nostra ricerca sul posto, si trova poco più in alto sulla collina rispetto ai resti della villa.
Ha una dimensione di circa dieci metri per dieci, con una profondità di quattro metri. Il tetto è sostenuto da dodici grandi pilastri quadrati e si tratta di una delle strutture più imponenti del periodo punico-romano conservate a Malta.
Attorno alla cisterna è presente una parvenza di muro di protezione, presumibilmente realizzato dopo l’esproprio del sito nel 1881.
Oggi online si riesce a trovare qualcosa di più rispetto al momento della mia visita, quindi se capitate sull’isola, potrete divertirvi anche voi a cercare i resti della villa romana di Ta’ Kaċċatura (si pronuncia “cacciatura”).
Se questa area archeologica abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di luoghi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati sparsi in giro per il mondo?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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