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Ci troviamo nella Valle del Tempo, un nome fortemente suggestivo per questa piccola vallata che collega il mare alla Val Fontanabuona. La valle, composta dai comuni di Uscio ed Avegno, deve il nome alle storiche produzioni artigianali di campane ed orologi da campanile, delle quali sono presenti anche i rispettivi musei.
Sul crinale più a nord transita un sentiero nascosto, il cosiddetto Itinerario Storico Colombiano, ovvero il cammino che gli avi di Cristoforo Colombo, originari della Val Fontanabuona, avrebbero effettuato per trasferirsi dall’entroterra a Genova. Il sentiero escursionistico, inaugurato nel 1992 in concomitanza dei festeggiamenti per i 500 anni dalla scoperta dell’America, è lungo complessivamente 19 km e proprio nel territorio della Valle del Tempo troviamo una serie di spunti di interesse che raccontano di un passato ormai perduto.

Percorrendo ogni storico sentiero nascosto, che regala scorci tipicamente liguri con il mare sullo sfondo, incontriamo svariati edifici rurali in pietra, fino ad arrivare sul Monte Rosso, noto per le cave di ardesia. Le cave, funzionali alle produzioni artigianali della vallata, sono state fondamentale sostentamento economico, specie nei periodi invernali. Le fosse adiacenti all’ingresso delle cave sono diventate dei laghetti, ancora visibile qualche macchinario irrimediabilmente arrugginito nonché residui di carrelli e binari. Presenti anche dei cumuli di lastre semilavorate, il classico colore grigio/nero si è alterato ad un biancastro dovuto all’esposizione. La peculiarità dell’ardesia ligure è la finissima scistosità e fissilità che la rendono divisibile in lastre sottili anche un paio di millimetri. La data dell’abbandono è incerta, un’edicola dedicata alla Madonna datata 1955 fa presupporre che l’attività sia andata avanti almeno fino a quel periodo.

Questi boschi, e ogni relativo sentiero nascosto, sono stati un buon nascondiglio per i partigiani che si sono rifugiati in vecchie cascine, ribattezzate poi “case con le stelle”, alcune le possiamo vedere ancora oggi. Terminata la guerra, il boom economico favorì l’abbandono di questi cascinali, l’unico che ebbe altra sorte divenne l’abitazione di un misterioso cinese. L’uomo, che comparve dal nulla in un’epoca in cui il fenomeno migratorio non era così frequente, trasformò il piccolo edificio rurale, privo di luce e gas, in una accogliente abitazione che sfruttò per anni. Non si seppe mai nulla di specifico, leggenda vuole che fosse dedito alle piante officinali e proprio come arrivò sparì nel nulla. In suo ricordo è stato dipinto un murales al piano superiore dell’edificio ormai noto a tutti come la “casa del cinese”.

Se questo sentiero nascosto per l’ex cava e la casa “del cinese” ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di luoghi legati all’archeologia industriale. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Liguria?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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