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Voglio essere breve, e, come spessissimo accade, non possiamo indicare come raggiungere il luogo, per evitare di contribuire al via-vai di curiosi che si addentrerebbero nel calzaturificio abbandonato.
L’esplorazione di cui parliamo oggi riguarda la chiusura di uno storico stabilimento, un tempo vero e proprio punto di riferimento per le scarpe infantili. Fondato nel 1966 da una famiglia, al tempo ancora anonima, il calzaturificio ha conosciuto anni di successo e crescita, arrivando a controllare quattro filiali produttive e impiegando, pensate, la bellezza di oltre 1400 dipendenti.

Nei decenni, una serie di fattori, tra cui la crisi del settore, alcune vicissitudini personali e familiari e infine la pandemia, hanno portato l’azienda ad affrontare gravi difficoltà finanziarie. Nel 2020, la famiglia proprietaria ha cercato aiuto dalle istituzioni, informandole sulla situazione critica dell’impresa e chiedendo un prestito, che però non è stato concesso.
Dopo una serie di tentativi di salvataggio falliti, tra cui il passaggio di proprietà a un gruppo di investitori, il tribunale ha dichiarato il fallimento dell’azienda, mettendo fine ad oltre mezzo secolo, 55 anni per la precisione, di storia. La chiusura del calzaturificio rappresenta una sconfitta per l’intero territorio, che perde un’importante fonte di lavoro ed egemonia.

Fine della storia? Si, i titoli di coda li vedete chiaramente in foto.
La storia del calzaturificio, oggi abbandonato, è un triste esempio di come una crisi aziendale possa avere conseguenze negative sull’intero territorio, causando la perdita di posti di lavoro e attività economiche su cui si è basata un’intera comunità per così tanto tempo.

Se il calzaturificio abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di fabbriche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati delle Marche?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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