Ci lasciamo Genova e il traffico cittadino alle spalle e, tramite i tornanti che risalgono il colle di Creto, arriviamo rapidamente nel territorio di Montoggio, comune che si estende per ben 46 kmq. Il paese appenninico è caratterizzato da numerose vette che superano anche i 1000m; sulle loro pendici sorgono molteplici frazioni collegate tra loro da sentieri tortuosi che attraversano boschi secolari.
Sul versante meridionale del Monte Bano (1035m) si apre la Val di Noci, caratterizzata da un bacino artificiale realizzato negli anni ‘20 come risorsa idrica della città di Genova. La strada carrabile termina poco dopo la diga che blocca il corso del rio Noci e, finito un mondo, se ne apre un altro.

Il percorso prosegue in un bel bosco ombreggiato e, dopo 2 km, troviamo Case Veixe. Del borgo disabitato restano case in pietra dal pavimento in legno pericolante. L’edificio più ampio era adibito a scuola; al piano terra vi era un’unica classe, mentre al piano superiore vi era l’abitazione dell’insegnante. Negli anni ‘50 il borgo disabitato di Case Veixe era ancora un centro vivo, con una ventina di abitanti il cui numero si ridusse col passare del tempo fino all’abbandono assoluto, dovuto alla morte dell’ultimo abitante che non voleva saperne di lasciare la sua casa.
In posizione più elevata incontriamo anche la frazione di Case Fontana, nota e invidiata per la presenza d’acqua in ogni stagione, appena sotto la vetta dell’omonimo monte, Case Monte Bano, il più panoramico di tutti. La vista sul lago Val di Noci e sui monti dell’Appennino è estremamente suggestiva. Gli edifici del borgo disabitato sono ormai ruderi, molti dei quali sventrati; di grande fascino lo scorcio offerto da alcune finestre su quel che resta.
Addentrandosi nel bosco, su un sentiero sempre più impervio, si arriva a Brugosecco. Qui la vita era davvero difficile e in assenza di pioggia, oltre a luce e gas, mancava anche l’acqua: quando terminava quella piovana, occorreva andare a recuperarne altra con fatica.
Proseguendo presso Casa Teitin, il percorso si congiunge con il Sentiero della Resistenza che collega direttamente Montoggio capoluogo con Noci, il borgo disabitato più defilato. Passato il Monte Tacche (964m), le targhe commemorative dell’attività Partigiana certificano l’arrivo a Noci. La frazione, di dimensioni ben più ampie delle altre, è composta da una cinquantina di fabbricati, non tutti ridotti a rudere. In piazza xxx, come recita il cartello, la canonica della chiesetta di Nostra Signora Assunta ospitava la scuola elementare fino alla terza; chi voleva proseguire gli studi doveva affrontare un’ora e mezza a tratta di mulattiera sconnessa fino a Montoggio. Negli anni si valutò l’ipotesi di collegare il borgo disabitato di Noci con una strada carrabile, ma i carotaggi hanno rivelato la possibilità di frana facendone sfumare il progetto.
Se questo borgo disabitato hanno stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di borghi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Liguria?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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