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Il caffè nero, bollente, bagnava le sue labbra, mentre lentamente gli occhi scendevano riga dopo riga attraverso l’istanza redatta poche ore prima.
Era tutto al suo posto, tutto egregiamente scritto, come sempre del resto. Gli anni della gavetta erano ormai lontani, e più passava il tempo più si delineava un paesaggio che era ben distante dalle aule dei tribunali.
Forse avrebbe lasciato anche la provincia, placida come la superficie dell’Oceano Pacifico, ma in realtà tumultuosa e travolgente in profondità.

I pensieri si susseguivano nella mente come una miriade di automobili in un raccordo autostradale, mentre osservava il fascicolo che prima aveva in mano. La sua ultima difesa, ultima in tutti i sensi, una volta chiusa, il vecchio avvocato se ne sarebbe andato in pensione.
Ora che la meta era vicina tutto aveva un sapore più amaro, malinconico. Il troppo lavoro, portato avanti sempre con dedizione aveva portato l’uomo a una vita di successi, ma ad un esistenza solitaria. La cosa che si avvicinava di più alla sua idea di famiglia era il suo cane.
E così che me lo immagino percorrendo queste stanze deserte, con affreschi ormai sbiaditi nel tempo. Il vecchio Legale, propretario di questo palazzo, era un filantropo e amante dei cani.
Non a caso le sue ultime volontà furono proprio destinate agli amici a quattro zampe e borse di studio per studenti universitari promettenti.

Il vecchio avvocato pensava di essere senza eredi, ma improvvisamente, come un temporale, fece capolino un parente da fuori regione, pronto a reclamare tutto il patrimonio accumulato in anni di lavoro e abnegazione.
Solo una sentenza della Corte Suprema di Cassazione metterà fine alla vicenda, lasciando anche quale “ferito” per strada.
Forse è la degna conclusione della storia che mi stavo immaginando mentre mi siedo un attimo sulla scalinata. Ma chi ne esce vincitore? Arduo dirlo, alla fine non mi interessa nemmeno, è l’abbraccio della decadenza di queste mura che voglio.
Nel silenzio più profondo osservo lentamente le stanze che piano piano si aprono come una rosa dai mille toni caldi, le luci che filtrano dalle imposte fanno sembrare questo luogo una dimensione onirica, dove la caducità della vita, viene sostituita da appagamento per l’anima.

Testo di Francesco Coppari
Foto di Leonardo Luconi

Se la villa abbandonata del vecchio avvocato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Marche?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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