In questo articolo dovete scordarvi degli edifici sontuosi capaci di suscitare ancora emozioni nonostante l’abbandono, perché oggi vi propongo tutt’altro: un centro direzionale abbandonato che non è né bello né tantomeno di valenza storica.

Ci troviamo a Modena, più precisamente al Direzionale Lorenzo Manfredini, edificato alla fine degli anni ottanta ed un tempo sede della banca San Geminiano e San Prospero. Dopo l’assorbimento del Banco San Geminiano e San Prospero in un altro gruppo bancario, l’edificio non ha mai trovato una nuova funzione e da oltre vent’anni versa in stato di abbandono.
Le proposte di riqualificazione si sono sempre arenate sul nascere, lasciando spazio solo al degrado. Il complesso è divenuto un rifugio per sbandati o piccoli criminali, nonché meta di ladri, vandali e senzatetto. Successivamente si sono aggiunte anche le incursioni da parte di ragazzini in cerca di emozioni forti che riprendono le loro “eroiche” imprese da postare nei social mentre salgono sui tetti, esplorano di notte o praticano parkour. A causa delle frequenti chiamate alle forze dell’ordine a seguito di incendi, situazioni di pericolo o anche semplicemente per il recupero di intrusi che si sono persi all’interno, il sindaco ha emesso un’ordinanza per intimare alla proprietà la chiusura tutti i varchi di accesso, così da prevenire ingressi non autorizzati.
L’intero complesso, “isolato” da una sorta di fossato, si compone di diversi blocchi: un corpo perimetrale esterno di tre piani a pianta triangolare, destinato ad archivi, uffici e atrio d’ingresso principale; un volume di undici piani, dove trovano posto gli uffici direzionali e operativi; un corpo a pianta quadrata che ospitava reception e auditorium; una struttura pluripiano destinata a parcheggi.
L’idea progettuale suggerisce in maniera evidente il carattere di “fortezza” attribuito alla tipologia dell’edificio bancario e la scelta dei mattoni faccia a vista contribuisce ad accentuare l’effetto massivo dei diversi corpi.
Dopo svariate ore passate ad esplorare i vari corpi del centro direzionale abbandonato ho capito il motivo per cui in città è stato ribattezzato “Alcatraz”: perdere l’orientamento e rimanere prigionieri in questi spazi è molto facile, soprattutto quando cala la sera.
È una sensazione molto strana camminare in questi ambienti ora vuoti, ma progettati per ospitare migliaia di lavoratori tutti i giorni. Uffici sventrati, vetri rotti, sale riunioni deserte, muri coperti da scritte e roghi spenti di recente. Quello che appare ai miei occhi sembra più uno scenario di guerra che un semplice edificio abbandonato.
Mai visto così tanto degrado, talmente evidente che fotografarlo è quasi piacevole.
Per vedere tutte le altre foto scattate in questo centro direzionale abbandonato vi rimandiamo all’album di Tesori Abbandonati: DEGRADO SENZA FINE.
Se questo centro direzionale abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di attività commerciali abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati dell’Emilia Romagna?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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