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Piemonte
Altitudine 225 metri S.L.M.
Una villa abbandonata strana e misteriosa con un fascino molto particolare, capace di regalare inaspettate sorprese soltanto a chi abbia voglia di conoscerla e scoprirla!

Quel giorno non ci saremmo mai aspettati di tornare indietro nel tempo, precisamente al 1901 data di costruzione dell’edificio incisa sul gradino in pietra del giardino.
La porta era appena socchiusa, l’interno era buio ma nell’aria già si avvertiva un’atmosfera piena di ricordi, di vite passate, di segreti.
Alla luce delle torce scoprimmo con grande meraviglia di trovarci all’interno di una sala stracolma di oggetti, fotografie, lettere e libri. Ad una più attenta osservazione intuimmo che tutto quello che ci circondava era appartenuto ad un qualche studioso di chimica.

Boccette ed ampolle in vetro con polveri e sostanze dai vari colori, bottiglini dai nomi complicati e misteriosi, barattoli con strane pasticche, provette contenenti pagliuzze dorate.
Ed ancora formule ed elenchi di sostanze chimiche, schizzi di particolari invenzioni…osservammo quel materiale con attenzione ed una certa apprensione pensando che tutto ciò avrebbe dovuto trovare posto in un museo di chimica o mineralogia.
Proseguendo nell’esplorazione di questa villa abbandonata giungemmo in cucina dove un grande ronfò (tipica espressione ligure per indicare la cucina in muratura) occupava quasi l’intera parete, accanto ad esso era presente anche il passavivande, voltando lo sguardo notammo una piccola ma robusta porticina…con stupore scoprimmo che conduceva in una tetra galleria scavata interamente nella roccia, da qui si poteva accedere alla ghiacciaia, alla cantina ancora ricca di bottiglie dell’epoca e al giardino sovrastante. In quell’ala della casa il rumore dei nostri passi fu inaspettatamente accompagnato dal suono gorgogliante di una sorgente che salendo attraverso una grata arrugginita si diffondeva nel tunnel roccioso. Il bagno con la vasca in ghisa sorretta dai caratteristici piedini ed un particolare mobile in legno che racchiudeva la finestrella da cui entravano alcuni rampicanti. Quel luogo pieno di fascino ci stupiva ad ogni passo, ogni stanza era buia, umida e malinconica, avevamo come l’impressione di trovarci all’interno delle pagine di un romanzo gotico.
Nella villa abbandonata si avvertiva nettamente la memoria di un lontano passato ricco di gioie e dolori, ricordi che impregnavano quelle mura di emozioni contrastanti.

Il giardino con la sua vegetazione infestante non sembrava promettere bene ma decisi ad esplorarlo comunque ci facemmo largo tra rovi e sterpaglie. La nostra curiosità fu ampiamente premiata, in un susseguirsi di meraviglia, ci trovammo davanti; una torre neogotica con piccoli vani voltati in mattone, una fontana, scalette nascoste dalle erbacce che portavano in gallerie e terrazzini a strapiombo sul fiume, un piccolo passaggio scavato nella roccia che conduceva tramite ripide scale all’antica spiaggia privata. Tutto questo ci lasciò davvero stupiti ed entusiasti!
Non avremmo mai immaginato che quell’edificio scrostato e decadente potesse nascondere così tante bellezze!

Grazie alle accurate ricerche, successive all’esplorazione, riuscii in parte a ricostruire la storia della villa abbandonata e dei suoi abitanti. Senza ovviamente citarne i nomi in quell’edificio vi sono tracce della presenza di un noto chimico italiano vissuto tra la fine del 1800 e la metà del 1900 (citato anche nell’enciclopedia Treccani) e di un illustre avvocato, docente e rettore dell’Università di Genova. In questo edificio sappiamo vi dimorò la madre assieme alla figlia e con il passare degli anni la casa divenne il luogo di residenza per le vacanze dei vari discendenti. Una notizia curiosa ci parla di un particolare torneo di calcetto ideato dalla famiglia verso la metà degli anni ottanta e dedicato alla memoria dell’avvocato e dei fratelli proprio per rallegrare le lunghe giornate estive. Da alcune fonti orali siamo venuti a conoscenza che negli anni sessanta quel luogo durante l’estate era la meta preferita dagli abitanti della zona per i bagni e le nuotate nel fiume, famosi erano i tuffi dalla torretta che sorge ancora oggi sullo sperone roccioso a strapiombo sull’acqua.
La storia di questa villa abbandonata è in parte ancora sconosciuta ma forse è proprio questo alone di mistero che contribuisce a creare quell’atmosfera magica ed arcana che ci ha accompagnato durante tutta la durata dell’esplorazione!

Foto di: Luciano Rosselli

Se questa villa abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati del Piemonte?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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