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Il sentiero che da Valmartin conduce al lago artificiale di Cignana sale ripido, terminato l’ombreggiato tratto boschivo si arriva all’ex centrale di pompaggio di Promoron, dove l’acqua proveniente dalla centrale idroelettrica di Perrères veniva pompata per salire alla diga di Cignana e quindi scendere nella condotta forzata di alimentazione della centrale di Maen. Qui la vista si apre e regala un panorama incantevole su tutta la Valtournenche. Continuando il cammino una serie di cartelli invitano alla massima attenzione per la presenza di bestiame custodito da cani da protezione, in qualche minuto si raggiunge il villaggio di Falegnon, situato ad un’altitudine di 1925 metri.

La piccola frazione, composta da edifici rurali, è ormai popolata solo da capre e pecore. Troviamo rascard usati come fienili e grenier in legno di larice, un tempo sfruttati per conservare le derrate. Gli edifici con più di un piano testimoniano che Falegnon in passato è stata abitata. Le strutture, alcune ormai prive di tetto, presentano evidenti venature che le rendono più che mai pericolanti, ovviamente sono sprovviste di porte ed infissi, il bestiame entra ed esce liberamente.
Falegnon è collegata da antichi sentieri a Mont-Mené, altra frazione rurale più comodamente raggiungibile da Mont-Perron, villaggio dove termina la strada carrabile.

Salendo ancora, nei pressi del lago di Cignana e del rifugio Barmasse, troviamo le baracche abbandonate del cantiere della Società Idroelettrica Piemontese che nel 1925 avviò la costruzione della diga; l’invaso venne realizzato con una tempistica di appena tre anni. Ormai è rimasta solo una piccola parte degli edifici, all’epoca era stato creato un vero e proprio villaggio per ospitare le maestranze impegnate.

Se questo paese abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di paesi fantasma. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Valle d’Aosta?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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