Una scuola museo abbandonata? Si, proprio così
Agosto. Ore 6 di domenica mattina. Sono già sveglio e dalla finestra socchiusa, l’aria fresca mi da un piacevole brivido.
La sera prima non abbiamo programmato nulla per l’indomani, ma ora qualcosa mi frulla in testa. Avvio il computer e windows si desta velocemente dandomi il buongiorno. Lancio Google Maps e mi ritrovo col nord Italia disseminato di puntini blu, sono tanti e apparentemente disordinati, ma per noi appassionati di luoghi abbandonati, sono il frutto di tanto lavoro e ricerche.
In questo marasma, mi si accende una lampadina, scorro la mappa e poi la ingrandisco, fino a concentrarmi su di un piccolo paese dell’Emilia Romagna, un intricato insieme di case ed edifici che formano un compatto agglomerato. Trovo l’edificio che mi interessa e decido di svegliare anche Morena e di proporle questa location.
Mezz’ora e siamo già vestiti con l’attrezzatura pronta. La strada scorre pigramente sotto le ruote dell’auto e vista l’ora , non incontriamo traffico. Presto ci troviamo ad arrampicarci sulle colline seguendo le indicazioni del navigatore, e in poco tempo siamo alla meta.

Ho pochissime info su questo luogo, tranne la posizione e il fatto che dovrebbe essere una specie di scuola museo abbandonata.
Lo stabile era in realtà una scuola elementare, che probabilmente è stato via via destinato ad altro, perchè in questi luoghi lo spopolamento è oramai importante, e di bambini ce ne sono sempre meno. L’edificio è grigio e stinto, una statua ci guarda severa dal centro del giardino incolto e su di un lato , una vistosa crepa ci suggerisce un pericoloso cedimento di tutta la costruzione. Il tetto sta crollando e non promette nulla di buono.
Ci portiamo sul retro dove sappiamo esserci un’entrata non propriamente ufficiale e attraversando erbacce e numerosi rottami ci ritroviamo davanti ad una finestra talmente consumata dal tempo e dagli elementi, che sembra l’orbita vuota di un teschio. Il davanzale è ad un’altezza di oltre due metri e sotto vi è posizionata una sedia traballante, appoggiata a quattro colonnine improvvisate con vecchie cementine, residuo di qualche curioso passato prima di noi.
Non sono più così agile come quando avevo vent’anni e mi rendo conto che per entrare devo trovare qualcosa di alternativo. Ci viene in soccorso una vecchia transenna, anch’essa abbandonata in mezzo ai rottami e appartenete ad un tempo passato. La usiamo come scala, e siamo dentro.
Ci troviamo in un corridoio polveroso e pieno di muschio sulle pareti, i muri sono di un verde quasi fosforescente e indicano che le infiltrazioni del tetto, sono importanti. La scuola museo abbandonata ci ricorda tempi molto lontani, quando gli adulti sembravano dei giganti e quando l’unica preoccupazione erano i compiti a casa e la vita spensierata. Questo luogo trasuda di vita passata, di vita sana, tra gessetti e campanelle sovrastate dal vociare allegro dei bambini. Probabilmente la destinazione scolastica è terminata qualche decennio fa, destinando l’edificio alle elezioni e come deposito di materiali comunali.
Ora però ci sussurra di un tentativo di recupero; non abbiamo idea di quando, ma le aule del piano terra, sono state trasformate in un piccolo e grazioso museo che ripercorre gli ultimi 100/120 anni di storia locale. Alcune stanze fanno bella mostra di attrezzi e macchinari che oggi appaiono arcaici, ma che all’epoca erano l’ultimo grido in fatto di tecnologia agricola, e poi le foto…le foto d’epoca, con personaggi che ci guardano da un posto che sembra lontano, congelati in un’istante sopra una lastra fotografica. Foto che ci parlano di mestieri , di personaggi, di vita bucolica.
Ci sono il barbiere, il negozio di vini, l’agricoltore, il postino. C’è una signora che sgrana a mano le pannocchie, il bimbo che guarda sorpreso i pulcini, c’è la vita che ci hanno raccontato i nostri nonni, mostrata con oggetti abbandonati, poi ripuliti ed esposti per farli rivivere, ma poi nuovamente abbandonati, insieme a questa scatola del tempo che li contiene e che probabilmente presto li seppellirà col mortale abbraccio del suo crollo.
Testo di: Oscar Benvenuti
Fotografie di: Oscar Benvenuti e Morena Sansonne
Se questa scuola museo abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una ricca lista di edifici abbandonati che abbiamo esplorato. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati dell’Emilia Romagna?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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