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In Bulgaria si contano quasi 200 paesi fantasma, ovvero luoghi presenti sulla mappa ma privi di popolazione. Altri 500 villaggi contano invece non più di dieci abitanti, principalmente anziani. Questo processo di svuotamento delle campagne ha portato anche alla chiusura di moltissime scuole che consideriamo, oggi, scuole fantasma.

Un secolo fa la Bulgaria era un paese prevalentemente agricolo. Si stima che circa l’80% della popolazione fosse distribuita in migliaia di piccoli villaggi. In molti di questi era presente una chiesa e una scuola assimilabile alle nostre elementari, dove poteva capitare che bambini di diversa età venivano raggruppati in una medesima classe. Nelle località con più abitanti era anche presente una scuola per avviare all’indirizzo professionale gli alunni più grandi.

Il processo di abbandono delle campagne iniziò dopo la seconda guerra mondiale, quando il regime comunista spinse per l’urbanizzazione e l’industrializzazione del Paese. L’apice si è tuttavia raggiunto dopo la caduta del comunismo negli anni 80, a causa della privatizzazione delle terre. Ad oggi si stima che la popolazione rurale sia diminuita di circa il 60%.

Le ragioni dello svuotamento dei villaggi, oltre alla privatizzazione dei terreni, sono molteplici: cattive condizioni di vita, assenza di prospettive di lavoro future, mancanza di ospedali e infrastrutture stradali. Molti giovani preferiscono lasciare il Paese in cerca di studi e guadagni migliori in Europa. Risultato: oggi molti villaggi bulgari sono paesi fantasma, e molti altri abitati da poche decine di anziani. Ciò porta ad un ulteriore problema, ovvero che molti abitanti anziani lamentano furti e maltrattamenti, soprattutto nelle zone di confine dove è presente una numerosa comunità rom non integrata con la comunità bulgara.
Le foto di questo articolo si concentrano sulle scuole fantasma in alcuni questi villaggi. Sono state scattate in quattro diverse località nella zona Nord Occidentale della Bulgaria. I villaggi erano ancora abitati ma dalle informazioni che siamo riusciti a reperire non ci sono più un numero sufficienti di bambini per giustificare la presenza di una scuola. Tre di queste ex strutture erano scuole equivalenti alle nostre elementari, mentre una era un istituto professionale. Quest’ultimo è stato molto interessante da visitare in quanto conservava al suo interno un aula di chimica e un aula di biologia ben conservate. In particolare sugli scaffali dell’aula di biologia erano presenti diversi animali in vasi di formaldeide che per fortuna non erano stati distrutti dai vandali oppure rubati. Molto spesso queste strutture sono infatti lasciate al degrado e svuotate di ogni cosa di valore. “Agli anziani manca il comunismo”, ci dice un nostro amico bulgaro.

Se le scuole fantasma hanno stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di scuole abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Bulgaria?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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