La chiesa, di origine cappuccina, si distingue per la sua sobria eleganza sia all’esterno che all’interno. La sua costruzione iniziò nel XVI secolo, dopo che una nobile locale donò parte dei suoi terreni. La chiesa fu consacrata nel 1596, ma solo nel 1926 fu dedicata ufficialmente come parrocchia al SS. Crocifisso.
L’interno presenta un tipico stile cappuccino dell’epoca, con una singola navata e tre cappelle laterali con altari. L’elemento di maggior pregio è l’altare maggiore in legno intagliato, realizzato da due frati nel 1689. Tra le opere d’arte degne di nota, si trovavano all’interno della chiesa cappuccina una tela raffigurante il “Noli me tangere” e una croce lignea con dipinti il Crocifisso e l’Addolorata.

La pala d’altare, che rappresenta la “Madonna con il Bambino in una gloria di Angeli tra S. Francesco e Sant’Andrea”, è di attribuzione incerta, ma è stata ipotizzata anche come opera del Caravaggio, il quale fu ospite in zona nel 1604. L’edificio ha subito gravi danni a seguito del terremoto del 2016.
Della chiesa cappuccina rimangono oggi solo rovine, il tetto non è più presente e sono in corso lavori di ristrutturazione, che al momento sono fermi.
Se la chiesa cappuccina ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di chiese abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della regione Marche?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.
Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio, e infine per brevi video sulle esplorazioni visitate il nostro profilo tiktok.


