L’appartamento abbandonato del Capitano: una capsula del tempo.
Come ben sapete, la nostra “missione” è portarvi a scoprire luoghi abbandonati o abitazioni che sono state lasciate al declino del tempo.
Non potremo mai sapere perché tutto ciò sia avvenuto, e come sia stato possibile: resta sempre un mistero.
In uno di questi casi, la nostra avventura ci ha portati in un luogo particolare, dove si erge una palazzina a tre piani, biancheggiante all’esterno con tre balconcini in ferro battuto nero, che si affacciano sul portone d’entrata.
Quando ci siamo trovati nelle vicinanze, siamo rimasti sorpresi dal suo abbandono. L’ erba alta e fitta tutt’attorno all’appartamento abbandonato, con rovi pungenti intersecati tra le mura sbrecciate, avevano attirato la nostra attenzione ma mai avremmo creduto di trovare ciò che trovammo.
Anni di abbandono e il tempo qui si è fermato.

Una sorpresa immensa entrando. Tutto in perfetto ordine, con il mobilio antico, sedie d’epoca e fotografie di soldati in uniforme incorniciati complete di dediche e lettere. Tutte immagini dei primi del Novecento, essendo le divise riconoscibili della prima Guerra Mondiale. Probabilmente siamo capitati in un appartamento abbandonato di qualche ex militare di carriera. Vi è una foto in particolare di un bersagliere con una onorificenza di “Medaglia d’argento al valor militare”. Un encomio scritto dal Ministero della Guerra, Dedicato al Capitano …
Oltre il riconoscimento patriottico una frase accerta un appannaggio annuale di duecentocinquanta Lire che, facendo un confronto monetario, corrisponderebbe a circa cinquecento Euro di oggi, non un granché in quanto era un emolumento elargito a titolo onorifico. Siamo nel 1919 con firma dell’allora Ministro Albericci.
Visti gli ambienti bui dell’appartamento abbandonato, per avere luce disponibile in fotocamera, mi sono spostato su un angolo affianco a un mobile. Non volendo però, l’occhio mi è andato su un cassetto semiaperto di una credenza non molto alta da terra. In mezzo al cassetto, tra varie carte, righelli, matite, vi è un quaderno con la copertina tutta nera, un po’ impolverata, una etichetta sbiancata al centro, illeggibile però ciò che ci è scritto: segno che è custodita lì da tantissimo tempo.
La mia curiosità è tanta e sento salire l’adrenalina: chissà quali segreti si celeranno, tra le sue pagine? Cosa ci sarà scritto?
La mia domanda diventa sempre più insistente, e allora lo prendo tra le mani dimenticando per un attimo la mia apparecchiatura su un tavolo impolverato. Mi siedo con delicatezza su una bellissima sedia di panno, facendo attenzione a non danneggiare nulla e nella più assoluta deferenza, perché il momento è magico. La luce del sole è buona ed entra con il suo pulviscolo dorato dalla finestra che affaccia sul cortile e mi permette di leggere le prime pagine.
Oggi, 25 Ottobre, ho avuto fonogramma della gravissima notizia di ieri al fronte Nord Est.
Una pesante sconfitta inflittaci dagli Austro-Ungarici, e con i loro alleati tedeschi, sul fronte di Caporetto.
Povera nostra Italia, e quanto cor mi spezza ad aver notizie di tale scempio.
Quanti ragazzi del 99,nati per l’amor patrio, giacciono colà, inermi e diseppelliti.
Tremo a leggere questo rapporto, anche se sono un ufficiale bersagliere, e non temo morte alcuna.
Le terribili notizie mi pongono ad ordinare una riunione dei miei ufficiali e sottufficiali dipendenti per poter interagire con il Comando Supremo.
Possa Dio, accogliere tutti i nostri caduti ed ai feriti lenire i loro dolori.
Leggo una grafia corretta e scorrevole, e sembra di veder scrivere questo Capitano seduto al suo tavolo, tanto è impressionante ciò che sto leggendo. Ho quasi paura di continuare a leggere la seconda pagina, che presenta delle macchie d’inchiostro su alcuni versi.
Oggi 28 Ottobre, riunione terminata.
L’alto Comando, ci ha assegnato un territorio da riconquistare a tutti i costi.
Per segretezza, non scriverò nulla di ciò che mi è stato comandato di fare.
Ho bruciato tutti i fonogrammi arrivati ed ho impartito già gli ordini.
Comincia a far freddo; i miei uomini hanno il morale a terra. Sono depressi, oppressi moralmente dagli eventi negativi per noi, specie la fine infausta di Caporetto.
Ho deciso per loro, oggi doppio rancio e lasciato che si riposino almeno 48 ore. Ho avuto conferma di nuovi soldati che li sostituiranno.
Siamo a Novembre 17 e la fine della guerra, sembra sia molto lontana.
La luce del giorno sta terminando il suo corso e le prime ombre della sera aleggiano già nella stanza.
Devo andare via e tornare a casa.
Prima di varcare la porta d’uscita di questa capsula del tempo, guardo ancora una volta la Medaglia d’Argento appesa al muro appena scrostato pensando che non saprò mai quale gesto eroico abbia compiuto questo Capitano, ma di una cosa sono certo: mi ha reso fiero di essere italiano.
Rimetto in spalla tutta la mia attrezzatura, mi volgo in silenzio e pian piano socchiudo la porta. Riflettendo, lascio questo luogo del passato, ma penso anche che se ciò non fosse accaduto, il presente che vivo non sarebbe mai arrivato.
Se questo appartamento abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di case, ville e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati nelle Marche?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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