Nel cuore del centro storico di uno dei più bei vicoli pugliesi, tra strade strettissime e antiche piazze, si erge un palazzo signorile edificato nella seconda metà del XVIII secolo.
Un tempo espressione di raffinata eleganza architettonica, il palazzo si distingue per la sua imponente struttura rettangolare, con una corte centrale collegata a un ampio androne coperto. La facciata anteriore si sviluppa su due piani, mentre quella posteriore ne conta tre, conferendo al complesso un senso di maestosità. Un vero e proprio bene culturale che, come stiamo per mostrarvi, è stato abbandonato.

Tuttavia, quello che un tempo era un vero e proprio simbolo cittadino è ora ridotto a un rudere fatiscente privo di ogni dignità.
Nonostante sia parte integrante dei beni culturali della Puglia e sottoposto a vincolo da parte della Soprintendenza per il suo indiscutibile valore storico, il palazzo è stato abbandonato a se stesso: anni di incuria e intemperie hanno provocato numerosi crolli che ne hanno gravemente compromesso la stabilità.
Gli interni sono ora invasi da rifiuti, siringhe usate e segni del degrado urbano. La natura sembra voler inghiottire ciò che resta del palazzo con erbacce che avvolgono ogni angolo, come a voler nascondere lo scempio che si consuma nell’indifferenza della città.
Anche io sono stato testimone del degrado in cui versa l’edificio: durante la mia visita ho dovuto districarmi per evitare di calpestare le numerose siringhe gettate per terra e le deiezioni umane presenti un po’ ovunque. In una stanza buia ho anche avvistato un senzatetto che dormiva ignaro della mia presenza.
Il palazzo, pur essendo di proprietà privata, non trova soluzione per il suo recupero. La frammentazione della proprietà, suddivisa tra ben quarantotto soggetti, ognuno con quote distribuite in diverse categorie catastali, rende praticamente impossibile avviare un restauro. Il costo per un intervento di recupero sarebbe esorbitante, e le istituzioni non possono certo farsi carico di tale onere. Così, anno dopo anno, queste bene culturale abbandonato si sgretola sotto gli occhi dei passanti, alimentando le preoccupazioni dei vicini per il pericolo che potrebbe scaturire un collasso strutturale.
C’è il sospetto che si stia banalmente attendendo che l’edificio diventi talmente compromesso da giustificare la sua demolizione. In questo caso, il palazzo potrebbe essere sostituito da una nuova costruzione moderna, in una posizione strategica e con un alto valore di mercato… Ma a quale costo per la storia e la memoria del luogo?
Ogni giorno che passa, la speranza di una possibile rinascita di questo antico gioiello architettonico sembra allontanarsi, mentre si rafforza la condanna di un triste destino di oblio, silenzio e indifferenza.
Non solo questo bene culturale abbandonato.
Se questo palazzo storico ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi storici abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Puglia?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.
Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio, e infine per brevi video sulle esplorazioni visitate il nostro profilo tiktok.


