Il silenzio che avvolge Quartu Sant’Elena oggi è un paradosso assordante, un vuoto che ha divorato il cuore pulsante della techno sarda. Dove un tempo le basse frequenze dei DJ set facevano tremare l’aria, resta solo uno scheletro di cemento, di una discoteca abbandonata nota in Sardegna, uno specchio rotto dove il passato di eccessi viene consumato dalla polvere.

Varcando la soglia, l’atmosfera muta: pareti gialle solcate da crepe profonde sembrano vene scoperte di un organismo in decomposizione, mentre un’insegna superstite punta ancora ostinatamente verso una direzione che conduce solo all’oblio. In questo foro romano post-apocalittico, colonne neoclassiche sorreggono il nulla e la statua monumentale di un leone, un tempo simbolo di lusso sfarzoso, siede avvolta dai rovi come una sfinge muta che osserva il declino del suo regno.
Sotto una cupola che si sbriciola e tra carcasse d’auto spogliate di tutto, la discoteca abbandonata Pandemonium è oggi una capsula del tempo rimasta aperta, il racconto inquietante di una festa finita troppo presto e di una natura che si riprende il suo spazio senza chiedere permesso.
Fotografie e testo di: Roberto Melis
Se questa discoteca abbandonata, in Sardegna, ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di locali e discoteche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Sardegna?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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