Sul litorale del Poetto si staglia un’imponente ospedale, una colossale “geometria dell’abbandono”, un gigante di cemento che sembra trattenere il respiro tra le dune.

Nato negli anni ’30 come Colonia Marina Dux dal genio di Ubaldo Badas, questo complesso sorse con l’ambizione quasi mistica di usare la “divina natura” per strappare i malati al loro destino. Ma oggi l’ospedale in abbandono, simbolo di avanguardia razionalista, si è trasformato in un guscio ferito, dove il silenzio clinico di un tempo è stato brutalmente sostituito dal rumore dei detriti e dal battito d’ali dei piccioni che infestano i corridoi vuoti.
Oltre le pareti prive di infissi, tra solai squarciati e ferri arrugginiti, scritte cariche di rabbia segnano il passaggio di visitatori spettrali, mentre le grandi terrazze, sotto la pioggia, diventano specchi oscuri che riflettono la Sella del Diavolo. L’ex Ospedale Marino resta così sospeso in un limbo burocratico infinito, un testimone muto che oscilla tra lo splendore del Novecento e il triste oblio di un nuovo millennio che sembra averlo dimenticato.
Fotografie e testo di: Roberto Melis
Se questo ospedale in abbandono ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di manicomi e complessi sanitari abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Sardegna?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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