Una casa lasciata al degrado
Ci sono esplorazioni che nascono nei momenti più insospettabili, quando hai in mente altro e non sei neanche vestito nella maniera adatta all’urbex, ma si sa che le passioni vere sono sempre in agguato, pronte a trasformare qualunque giornata ordinaria, in qualcosa da ricordare nel tempo. Per abitudine, da anni, non mi muovo mai senza un minimo di attrezzatura fotografica e una torcia, perché non si sa mai…

Stavo passeggiando immerso nei miei pensieri in un famoso paesone del Piemonte, l’aria frizzante di Gennaio mi stava frustando il viso, facendomi riflettere sul fatto che ogni tanto dovrei starmene comodamente a casa, invece di essere sempre in giro, perennemente errante e con qualunque clima.
Questo paesone che ogni tanto crede ingenuamente di essere una vera città, si affaccia su un famoso torrente lungo il quale, tra mille scorci suggestivi, si snoda un’importante arteria stradale che collega il Piemonte alla Liguria.
Di pari passo e con un percorso del tutto simile, passa la ferrovia che corre a livello dei centri abitati e a volte letteralmente “in casa” degli abitanti, che oramai abituati, la trattano bonariamente come se fosse una parente stretta. È proprio seguendo questa strada di acciaio e lungo i palazzoni tipici di questo luogo, che passando ho notato un vecchio portone aperto e dall’aria solitaria.
In quasi 50 anni di vita sono passato davanti a questi vetusti edifici moltissime volte, sempre fantasticando su di essi, cercando di immaginarne l’architettura interna e lo scorrere delle molte vite, che di generazione in generazione li hanno abitati.
Il portone della casa in degrado, troppo invitante per essere ignorato, era semplicemente socchiuso. Dopo una breve scorsa all’interno, resomi conto che l’intero edificio era disabitato e disponibile a una visita, ecco che una giornata banale si trasforma in una piacevole esperienza. Pochi minuti dopo, recuperato in auto il necessario per illuminazione e foto, ho potuto finalmente vedere di persona qualcosa di decisamente bizzarro che mi incuriosiva da sempre.
Il buio e l’aria che sembrava ferma da secoli mi hanno accolto in un silenzio irreale.
Procedendo incerto sui ripidi gradini di una stretta scala, mi sono ritrovato ai piani superiori oramai disabitati e da molto tempo invasi dalla polvere, dall’intonaco cadente ma anche di una luce magica che ha permesso di realizzare qualche veloce e suggestivo scatto fotografico.
Lascio proprio alle fotografie il compito di descrivere a chi legge, la bellezza decadente di questa casa lasciata al degrado, così particolare. Le foto sono poche e in verità ne manca una, che non ho scattato ma che ho ben stampata in mente. Si, perchè affacciandomi da una delle finestrelle, di fronte a me, a non più di quattro metri e ad altezza dei miei occhi, scintillavano i binari della ferrovia, talmente vicini che sembrava potessi toccarli!
La mente è andata subito agli abitanti di questa casa che negli anni sono stati testimoni del passaggio di innumerevoli convogli carichi di vite, storie, drammi e felicità.
Questo pensiero mi ha riportato alla mente lo splendido film di animazione “Appuntamento a Belleville” del 2003 dove Bruno, il cane protagonista della storia, quasi senza accorgersene, invecchia affacciato alla finestra della casa del suo padrone, osservando i treni che passano a pochi centimetri dal suo naso, vera e propria metafora del tempo che passa inarrestabile.
Se questa casa in degrado ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di case, ville, castelli e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Piemonte?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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