Immerso nel cuore di un borgo marchigiano affacciato sui monti Sibillini, in una posizione di passaggio, un antico edificio di pietra ospitò per decenni viaggiatori, matrimoni e feste.
Dalle sue terrazze si scorgevano i colli dorati che facevano da confine con le spiagge dell’Adriatico, d’estate con le finestre aperte, il profumo di cucina si mescolava al vento che saliva dal mare, creando quegli odori che ricordano una vita più lenta e riflessiva, lontana anni luce da come siamo abituati a vivere oggi.
La nascita di questo luogo affonda le radici nel passato, nasce come locanda familiare, quando il turismo nelle colline interne cominciava appena a farsi strada. Col tempo, le sue sale divennero punto d’incontro per la gente del paese e dei piccoli centri limitrofi: pranzi di nozze, comunioni, serate danzanti. Ogni generazione lasciò il segno, una volta ogni decennio circa una ristrutturazione, un nuovo menù e un sorriso al banco del bar.

Ma come spesso accade nei piccoli centri, le stagioni cambiarono. Le strade verso la costa si riempirono di alberghi moderni, e i giovani partirono altrove. Le luci del grande salone si accesero sempre meno, finché un giorno arrivò il covid19 e come molte altre attività nel periodo immediatamente successivo la chiusura fu l’unica strada percorribile.
Oggi chi è cresciuto in quel paese ricorda ancora le risate, i brindisi, la musica che riempiva l’aria in questo antico edificio.
Rimane una traccia gentile di quel tempo in cui l’ospitalità era una vocazione e ogni tavolo raccontava una storia.
Se questo antico edificio ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di alberghi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati delle Marche?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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