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La posizione di questa villa finemente affrescata e abbandonata era in mappa da molto tempo ma per qualche motivo è sempre rimasta li, ignorata e quasi snobbata.
Conosciuta da alcuni come “villa del partigiano”, è tornata alla mia attenzione in una tarda serata di autunno mentre stavo preparando il giro di esplorazioni domenicali. Inserito senza troppa convinzione come seconda tappa della giornata, questo posto si è rivelato una meta altamente suggestiva ed interessante. La cosa che più mi ha colpito guardandola dalla mappa satellitare, è la strana forma del tetto e la posizione decisamente vertiginosa e azzardata.

Una volta sul posto queste impressioni hanno avuto conferma, la villa abbandonata sorge dietro la chiesa del paese, col lato visibile, interamente coperto da rampicanti e la parte opposta quasi a strapiombo sul vuoto. La costruzione sembra una creatura dormiente, letteralmente appollaiata su di uno sperone di roccia, a guardia perenne della valle ed in attesa di qualcosa che forse non è ancora arrivato, e la sua forma mi ha ricordato il “castello errante di Howl” creato da Hayao Miyazaki per lo studio Ghibli.
Una volta entrati, la villa affrescata si è rivelata un vero e proprio labirinto di scale più o meno strette, saloni raccordati tra loro da piccoli corridoi e svariati locali apparentemente sparsi a casaccio, con la particolarità di essere disposti su piani sfalsati tra di loro che confondono e disorientano il visitatore. La struttura è completamente vuota, privata di tutte le suppellettili che avevano qualche valore, conserva però ancora decorazioni sobrie ed eleganti, che per fortuna non sono state raggiunte dai vandali.

La storia di questa nobile villa finemente affrescata è legata ad un personaggio che, dopo una brillante carriera militare ha avuto parte attiva nella politica italiana a partire dagli anni ’40 del secolo scorso e proseguita senza interruzione per oltre 50 anni. Proprio come alcuni eroi protagonisti dei film di Miyazaki, questo personaggio ha avuto una storia degna di un film o di un romanzo di avventura, affrontando l’occupazione nazista con atti di eroismo estremi, e difendendo poi i propri ideali e la propria identità morale anche durante la lunga carriera politica, risultando probabilmente uno degli ultimi veri sognatori nel panorama storico italiano.
Abbandonò in silenzio la carriera politica a metà anni 90′ , oramai anziano e profondamente deluso dal mondo che lo circondava.
Di lui rimangono gli scritti, la sua tomba e la sua dimora, li ferma in attesa, a scrutare l’orizzonte come i soldati de “Il deserto dei Tartari” di Buzzati…

Se questa villa affrescata e abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una ricca lista di castelli, ville e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Piemonte?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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