Il mondo dei videoclip musicali sta vivendo una rivoluzione estetica senza precedenti. Lontano dai set asettici e dai green screen degli studi hollywoodiani, le grandi produzioni internazionali e i pesi massimi della musica italiana stanno riscoprendo il fascino magnetico della decadenza, del cemento grezzo e delle storie sussurrate dai luoghi dimenticati, nelle location abbandonate, cosiddette “urbex”.
Al centro di questa convergenza tra musica pop e archeologia industriale c’è un nome italiano che è diventato un punto di riferimento assoluto: Ascosi Lasciti, il più storico e longevo progetto urbex e tra i più grandi portali di esplorazione urbana in Italia. La loro mappatura e la loro consulenza strategica sono state la chiave per dare vita ai visual di alcuni vecchi progetti musicali e cinematografici: dal visual video del brano musicale di Fedez e Taxi-B, passando per il Paese fantasma descritto dal brano Come Pripyat di Caparezza, fino al singolo ispirato al libro Disco Mute di Ascosi Lasciti intitolato Discoteche Abbandonate di Max Pezzali. E arriviamo a due dei progetti musicali più chiacchierati del momento: l’ultimo videoclip del fenomeno globale K-pop delle IVE e il nuovissimo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari.

Il caso internazionale: le IVE conquistano il brutalismo di Melara con “Bang Bang”
A inizio anno, il gruppo sudcoreano delle IVE, sei idoli globali capaci di spostare milioni di fan a ogni mossa, ha spiazzato il pubblico occidentale scegliendo l’Italia come sfondo per il videoclip del singolo “Bang Bang”. La scelta non è caduta sulle classiche cartoline di Venezia o Roma, bensì sul monumentale e controverso Quadrilatero di Melara a Trieste, un colosso dell’architettura brutalista, anche grazie alle consulenze di Ascosi Lasciti. Il risultato? Un contrasto visivo potentissimo tra le coreografie pop super colorate e la geometrica severità delle strutture, che ha collezionato oltre 4 milioni di visualizzazioni in pochissime ore. Nei titoli di coda del video, il ringraziamento ufficiale all’associazione urbex ne sancisce il ruolo di veri e propri “location scouter d’eccezione” per le multinazionali dell’intrattenimento coreano.
La risposta italiana: la favola gotica dei Pinguini Tattici Nucleari in “Sorry scusa lo siento”
Il legame tra grandi artisti e il mondo dell’esplorazione urbana trova una sponda perfetta nel panorama italiano. Proprio il 15 maggio, i Pinguini Tattici Nucleari hanno rilasciato il loro attesissimo singolo inedito, “Sorry scusa lo siento”, che anticipa il loro monumentale Tour Stadi 2027.
Dopo che il progetto Ascosi Lasciti ha esplorato e raccontato sulle testate locali, lo stato di decadenza attuale del locale Barfly (titolo omonimo di uno dei brani della band PTN), la collaborazione pareva essere nell’aria.
Il brano stesso viene descritto come “una storia vestita di mistero e urbex”. Il testo evoca spettri che prendono in prestito ville abbandonate per dare feste malinconiche, citando atmosfere a metà tra Silent Hill e Poltergeist.
Per riflettere questa estetica nel videoclip ufficiale (diretto da Lorenzo Silvestri e interpretato dall’attrice Fotinì Peluso), la band si è mossa all’interno di una bellissima location urbex, un ospedale abbandonato e decadente. Trovare la struttura perfetta, capace di trasmettere quell’inquietudine poetica senza scadere nel cliché horror, ha richiesto ancora una volta l’occhio esperto di chi i luoghi abbandonati li vive e li cataloga da anni. La guida di realtà nate dall’universo di Ascosi Lasciti ha permesso di trasformare una location urbex nel perfetto teatro per una “favola gotica estiva”, dove il timore iniziale lascia spazio a una connessione profonda e surreale.
Perché il Pop ha bisogno delle rovine dell’urbex?
Cosa spinge una multinazionale coreana o la band dei record italiana a preferire la polvere e i calcinacci ai comfort di uno studio? La risposta sta nella narrativa intrinseca del luogo. Come dichiarava David Foster Wallace, “ogni storia d’amore è una storia di fantasmi”, e gli spazi abbandonati portano con sé una carica emotiva e una texture visiva che nessun computer può replicare.
Grazie al lavoro culturale di realtà come Ascosi Lasciti, l’Urbex ha smesso di essere un passatempo per pochi temerari ed è diventato una vera e propria risorsa culturale e cinematografica, capace di dare una seconda vita – anche solo per la durata di una canzone – ai giganti addormentati del nostro patrimonio architettonico.
I luoghi che Ascosi Lasciti esplora e documenta, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirli solo attraverso i reportage.
Se vuoi avvalerti della consulenza di Ascosi Lasciti, per il tuo progetto artistico, contatta il progetto in DM o per email.


