Una bellissima tenuta agricola dimenticata custodisce un interessante patrimonio storico/culturale.
Una delle esplorazioni più emozionanti che abbia mai fatto.
Durante la “visita” avevo come la percezione che davanti a me scorresse la pellicola di un film sulla vita rurale del 1900, fatta di fatica, di duro lavoro, dove però la gerarchia sociale tra padroni e braccianti non era così marcata. Era evidente ed anche in contrasto l’evoluzione delle tecniche agricole nel corso degli anni, passando da un magazzino all’altro si potevano vedere vecchi carri agricoli in legno accanto a più moderni trattori, oppure antiche vagliatrici per cerali, trebbiatrici, grandi botti, le presse e il torchio per l’uva.

Dalle ricerche effettuate sono venuta a conoscenza della vita del personaggio storico che possedeva questa tenuta agricola dimenticata.
Classe 1858, studiò ingegneria a Milano, trasferitosi in Liguria si dedicò all’industria e all’agricoltura. Essendo molto benestante dedicò gratuitamente il proprio tempo e le proprie risorse alla gestione di numerose istituzioni benefiche e sociali, ricoprì ruoli direttivi in diversi enti cittadini legati all’istruzione, all’assistenza ai poveri, alla sanità e all’agricoltura.
Proprietario di vaste tenute in Piemonte si adoperò per il progresso agricolo della regione e per il benessere della classe contadina, meritando la medaglia dei benemeriti dell’agricoltura. La sua figura ricevette ulteriori riconoscimenti con le prestigiose onorificenze di Cavaliere e Commendatore della Corona d’Italia.
Divenuto proprietario del castello di un piccolo borgo piemontese ne curò il restauro, appassionato di arte antica si adoperò anche per la tutela di altri siti storici. Il castello assieme alla cascina, al maglio ed al mulino facevano parte fin dall’antichità del patrimonio storico di una nobile famiglia genovese e anticamente, nella zona dove ora si trova questa tenuta agricola dimenticata, sorgeva un insediamento monastico di cui oggi rimane una piccola chiesetta immersa in un piccolo bosco di acacie.
In quel luogo, ogni ambiente era una scoperta: dai mobili anni cinquanta agli antichi macchinari agricoli, da un vecchio calesse alle automobili d’epoca.
In quelle stanze polverose i registri di conferimento uve e le etichette per le bottiglie ci parlavano di ampi vigneti, di succosi grappoli e lontane vendemmie, nelle vaste cantine sembrava di avvertire ancora un vago odore di mosto e di vino.
La tenuta rimase in funzione fino alla fine degli anni Ottanta anche se probabilmente una parte di essa fu abitata fino agli anni Novanta.
La nostra esplorazione è stata come un viaggio nel tempo, dove ogni oggetto sussurra ancora la vita intensa di un’epoca che non vuole farsi dimenticare!
Se questa tenuta agricola dimenticata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di edifici rurali, masserie, cascine e fattorie abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Piemonte?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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