Una chiesa dimenticata conserva ancora la memoria della sua edificazione.
Valsesia 1628.
Il fiume Sesia, importantissimo per la vita della valle, costituisce però anche una minaccia mortale a causa delle frequenti piene. I valligiani allora, per chiedere una protezione divina decidono di costruire, vicino al greto del fiume, una chiesetta dove già sorge un’edicola votiva.
La costruzione è posizionata sopra uno sperone di roccia chiamato “Sasso della madonna”, incastonato all’ombra del castello di Vintebbio. Successivamente questo edificio diviene la sede ufficiale della locale confraternita del rosario, la quale conserva tutt’ora una pergamena miniata dell’atto di riconoscimento ufficiale datata 1636.

2026. Dopo 400 anni siamo davanti a questa piccola chiesa dimenticata dall’architettura tipicamente walser, lei è ancora li, in perenne vedetta a difendere la valle, ferita dai secoli e dagli elementi ma ancora in piedi. Purtroppo ad oggi è abbandonata e sconsacrata perchè nel secolo scorso una piena ha eroso il terreno intorno alla roccia su cui sorge, minando pericolosamente la sua stabilità e lasciandola in bilico ad una decina di metri sopra il fiume. Per entrare ci facciamo strada tra i rovi e attraverso un muro pesantemente danneggiato. All’interno il mondo moderno scompare e ci accoglie un altro luogo e un altro tempo. Nonostante la strada principale della valle sia a pochi metri da noi, siamo immersi in un silenzio totale, anche i nostri passi sono ovattati dallo spesso strato di sedimenti staccatisi dai muri e l’atmosfera è irreale. Da una targa scopriamo che l’ultimo restauro è del 1964, ma della storia recente di questo luogo non riusciremo poi a scoprire altro.
Delle antiche vestigia di questa chiesa dimenticata rimane poco o nulla , tutto ciò che aveva un valore è stato portato via, rimane solamente un architrave datato 1663, sormontato da una croce di fattura molto modesta. Scopriremo poi tramite una ricerca, che in passato vantava opere lignee di grande pregio e che era dedicata alla Madonna delle grazie e ai santi Elisabetta e Carlo. Sono passati quattro secoli, due guerre, l’uomo ha perso la fede e messo in pericolo questo territorio, il fiume ha cercato di portarsela via, ma lei è ancora li, ostinatamente al suo posto, tenacemente ancorata alla roccia e indifferente al tempo che passa, offrendo a chi la osserva, qualche frammento di un mondo che non esiste più.
Se questa chiesa dimenticata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di conventi, cimiteri e aree sacre abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Piemonte?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.
Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio, e infine per brevi video sulle esplorazioni visitate il nostro profilo tiktok.


