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Scoperta casualmente durante una gita nella campagna piemontese, questa villa abbandonata ha subito catturato la nostra attenzione. Scese dall’auto fummo attirate da un varco nella boscaglia che lasciava intuire un’antica strada di accesso, ci avviammo come sempre molto emozionate lungo il percorso. Dopo pochi passi un bellissimo e imponente cancello ci accolse lasciandoci ancor più meravigliate, un ingresso di quel tipo faceva presagire un edificio importante.

Avvicinandoci notammo una semplice casetta circondata da un rigoglioso giardino, tra i folti rami e le piante rampicanti scorgemmo però poco più avanti una graziosa torretta. Facendoci largo tra la vegetazione infestante e un suggestivo canneto scoprimmo che la torre faceva parte di un’antica villa abbandonata seminascosta dalla precedente abitazione. Entrambi gli edifici versavano in precarie condizioni ma il fascino che emanavano ci spinse a continuare l’esplorazione.
Due pozzi, una grossa giara verdastra ricoperta di muschio, alcuni vasi abbattuti ci accolsero prima di trovare l’ingresso alla villa abbandonata.
Il piano terra conservava pochi arredi ma diversi oggetti ed alcuni vecchi documenti ci fecero ipotizzare che nel Novecento essa fu abitata da un fotografo o comunque da un commerciante di macchine fotografiche e apparecchi radiofonici. Sparsi sul pavimento vi erano numerosi cartoncini con impresso il marchio del negozio e buste ingiallite dove solitamente venivano conservate e consegnate ai clienti le stampe fotografiche.

Al piano superiore si trovava la cucina, il bagno ed una camera da letto, l’arredamento era riconducibile agli anni Ottanta (il calendario era fermo al dicembre del 1998, probabilmente l’abbandono avvenne in quel periodo). Il secondo piano invece sembrava essere rimasto fermo ai primi del Novecento.
Della villa abbandonata, la stanza che ci colpì di più fu la camera da letto. Appena scostai, con un tocco leggero la porta, mi fermai meravigliata osservando la scena come fosse uno splendido quadro. Il letto con il copriletto color crema, una grande radio sul comodino, il tappeto, le tende ricamate e due ritratti incorniciati appesi alla parete, uno leggermente storto sembrava voler sottolineare la decadenza di quell’ambiente sospeso nel tempo, il fascino che emanava quel luogo era tangibile. In un’altra stanza che conservava ancora parte di un affresco sulla parete e sul soffitto notammo altri oggetti utilizzati sempre in ambito fotografico ed una rivista datata 1918.
La casa dei mezzadri era divisa in due parti, una adibita ad abitazione l’altra per l’uso agricolo.
Dalle ricerche effettuate successivamente scoprii che questa villa abbandonata, assieme ad altri terreni, verso il 1980 venne lasciata in eredità alla domestica, dipendente del padrone, forse per mancanza di eredi. Purtroppo non trovai nulla riguardo l’attività commerciale anche se il cognome dell’antico proprietario è storicamente radicato nel tessuto sociale, culturale e politico del paese fin dall’Ottocento.
Questa esplorazione fu una piacevole scoperta, imprevista e inaspettata ci regalò delle bellissime emozioni.

Testo di: Elena Ponte
Fotografie di: Elena Ponte e Raffaella Folle

Se questa villa abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi, ville e castelli abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati in Piemonte?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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