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È una interessante storia quella di Amedeo, comandante nostromo di origini Sarde, annata 1895.
Trasferitosi in Liguria durante i primi decenni del 1900, vanta un passato brillante: carriera nella regia marina militare, congedo da pluridecorato e, dulcis in fundo, onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
Purtroppo il 2 giugno 1956, il destino gli rese la vita difficile e piena di solitudine.
Soltanto pochi anni prima, nel 1949 decise di comprare un’abitazione nel bosco, dove si trasferì con moglie e le due figlie piccole, e nei pressi della quale, aprì anche una azienda agricola, sfruttando i terreni circostanti.
Visse in questa villetta isolata per tutta la vita, anche dopo la scomparsa della moglie, fino all’età di 89 nove anni. Amedeo ha convissuto per decenni con una incurabile silicosi polmonare causata probabilmente dal suo oneroso servizio per il governo italiano (da cui percepiva anche un ingente vitalizio).

La sorte vuole che quella promettente casa nel bosco divenisse la causa della sua solitudine: si batté per decenni per avere la possibilità di creare una strada carrabile, e quando il comune finalmente concesse i permessi, non potè accontentare Amedeo poiché tra la villetta e la strada vi erano dei terreni di un suo vicino che non permise di oltrepassarli con una strada.
Così gli anni passarono e si trovò solo nel bosco, sempre più isolato, sempre più solo. Impossibilitato ad allontanarsi trascorse lì anni e tenuto su dalle sue uniche distrazioni: un televisore, una radio ed il pianoforte di sala con cui probabilmente cullava le sue malinconie.
Oggi a distanza di 40 anni è rimasto tutto immobile, come in una cripta senza tempo, quasi inaccessibile e ormai nascosta completamente dal bosco, eppure entrando basta guardare il bicchiere vicino alla bottiglia di Scotch davanti al divano per chiudere gli occhi e immaginarlo nitidamente che assapora iun buon liquore e guardando il suo programma preferito.

Se questa villetta isolata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Liguria?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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