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Un milione di euro al giorno. Questo, all’incirca, era il gravo economico della compagnia aerea di bandiera sulle casse dei cittadini italiani. In 47 anni lo Stato ha speso per Alitalia circa 13 miliardi, l’equivalente di una intera manovra economica. L’obiettivo? Salvare dal declino una azienda di trasporti che, a posteriori, possiamo dire non aver mai preso realmente il decollo. Per chi, come noi, ama esplorare le aeree urbane nascoste, il destino della compagnia era già simbolicamente chiaro a partire dall’abbandono del suo simbolo architettonico: un relitto dirigenziale di 106.756 mq disposti su tre piani, tutti ex Alitalia, di una palazzina semi – abbandonata, che giace al degrado dal 2009.

Inaugurata nel 1991, la palazzina di Alitalia, oggi abbandonata, contava 5 edifici all’avanguardia collegati tra loro da alcuni tunnel per agevolarne gli spostamenti interni. Una parte del complesso è stata fortunatamente rimpiegata come sede di alcune multinazionali di trasporti e automobili. L’ala lasciata al degrado versa tutt’oggi in uno stato di deterioramento avanzato, dopo una serie di proposte mai avvallate, la cui più cospicua metteva sul piatto più di  8 milioni di euro.

Sala comandi arrugginita, postazioni computer sfasciate, scale mobili distrutte, sala proiezioni semi-crollata: trovarsi dentro queste stanze pare surreale, come fossimo su un set di un film post-apocalittico. Lusso ostentato, nelle stanze di un potere che non esiste più. Un potere delegato a terzi (ITA airways)  dopo una gestione disastrosa da parte nazionale, che per anni ha potuto solamente “tappare le falle” di un “velivolo maldecollato, volato lussuosamente e, questo va detto, puntualmente, ma atterrato senza carrello”.

Mi spiego meglio: la compagnia è stata riconosciuta straordinariamente come una delle più puntuali al mondo. Ha saputo mantenere standard alti nell’offerta di un servizio qualitativamente alto. Ciò tuttavia non è bastato ad impedire l’epilogo fallimentare formalizzato, dopo più di un decennio di grave crisi finanziaria, il 15 ottobre 2021.

E ora? La palazzina che per anni aspettava di tornare al suo originale impiego, dopo incendi, atti vandalici, furti che la hanno sfigurata rispetto alle foto che andiamo a mostrarvi (risalenti a diversi anni fa), dovrà aspettare ancora molto, prima di vedere un epilogo migliore.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questa palazzina Alitalia abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di altre aree commerciali senza più manutenzione. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati del Lazio?

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