Nel mezzo di un cammino di campagna

Alberi, arbusti, fogliame, fitti e lunghi rami: insomma, tutta la vegetazione spontanea che può crescere su un terreno abbandonato di campagna s’innalza a nascondere la facciata di questa elegante villa nobiliare, costruita sul finire del XVIII secolo, e oggi sepolta dalla natura. Scorgerla dietro una tale copertura è questione di fortuna; fotografarla da lontano è piuttosto proibitivo; ma raggiungerla, quella è stata una vera prova atletica, facendomi largo tra cespugli, piante spinate, fossi, radici e rifiuti.

Va detto che non è un periodo di forma fisica strepitosa e che ero vestito per un pranzo domenicale, ma questa è stata senza dubbio la mia esplorazione più impegnativa. Mi sono serviti sforzi anche strategici, arrancando tra ostacoli d’ogni sorta ed esibendomi in piroette improbabili, prima di riuscire a raggiungere il portone principale. Per questo è stato davvero un brutto colpo quando ho realizzato che i chiavistelli erano bloccati nel terreno e non c’era modo di aprirlo.

Ma a quel punto rinunciare e arrendermi sarebbe stato insopportabile: più per disperazione che non per determinazione ho scovato un’altra via d’accesso, prendendomi qualche rischio per la mia sicurezza. Così, mi sono ritrovato in una stanza dal suolo piuttosto instabile, fatto di soli calcinacci crollati dal soffitto. Lasciandomi scivolare verso un piano più basso lungo un lato di questo cumulo di detriti, sono ‘atterrato’ in una splendida cappella, forse l’unico ambiente rimasto in condizioni apprezzabili in questo antico villino che cade a pezzi.

La dimora appartenne a una famiglia nobiliare campana e nell’Ottocento servì da tenuta di caccia e residenza invernale per i sovrani. Un secolo più tardi finì nelle mani delle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale. Purtroppo i soldati furono spietati: mobili e decorazioni in legno furono utilizzati come brace per le stufe e già allora gran parte degli interni andarono perduti. Usata brevemente come ricovero in tempi più recenti, è ormai abbandonata da venticinque anni e in molti punti ha subito gravi crolli.

Le sale del piano superiore, che stando alle descrizioni storiche celerebbero interessanti soluzioni architettoniche, sono ormai irraggiungibili per i cedimenti. Anche le sale al di qua della facciata anteriore sono crollate e non c’è molto spazio per muoversi liberamente. Osservando i resti, le stanze più spaziose che affacciano sul giardino sembrano essere state riutilizzate come depositi agricoli. Dal lato opposto del cortile un cancello arrugginito emana tutto il fascino decadente delle ville abbandonate.

Il pensiero di andar via è stato duro da digerire: non tanto per la bellezza della villa, non ancora spenta dal precario stato di conservazione in cui versa; piuttosto per la sola idea di dover tornare indietro e riattraversare quella selva oscura che circonda l’edificio. Mi ero quasi convinto a cercarmi un giaciglio e accamparmi, ma mi sono fatto coraggio e mi sono rimesso in marcia tra rovi, spine e arbusti, uscendone stremato, sudato, sporco e con qualche piccola ferita come souvenir. E con la soddisfazione di aver scattato le uniche foto che mostrino gli interni di questa villa, almeno a cercare sul web.

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Lorenzo Jedermann
Lorenzo Jedermann
Docente universitario di letteratura tedesca e giornalista pubblicista, con la passione dell'esplorazione. Tutto è cominciato da piccolo, dopo aver visto “I Goonies”. Il fascino della scoperta si è riacceso in età adulta e si è tradotto in una ricerca metodica, quasi ossessiva di luoghi abbandonati. Il suo progetto derivesuburbane.it si occupa dell'architettura 'fantasma' in Campania.

Entra nella discussione 2 Commenti

  • Benedetto ha detto:

    Bellissima… Ci sono passato decine di volte davanti mi sono sempre chiesto come poteva essere. Anche dalla macchina si intuivano le difficoltà dovute alla vegetazione molto folta.
    Nella zona ce ne sono altre che secondo me meriterebbero una visita.

  • Lorenzo Jedermann Lorenzo Jedermann ha detto:

    Concordo, ho fotografato dall’esterno altri edifici interessanti e almeno un paio meritavano un avvicinamento!

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