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“Nello spazio, noi leggiamo il tempo”, recita una formula dell’etnologo e geografo tedesco Friedrich Ratzel, ricordandoci che la morfologia di un luogo non è altro che il risultato della stratificazione di diversi momenti della storia. Una riflessione valida per una città, un paese, ma che si può applicare anche ad una piazza o ad un singolo edificio, come un vecchio cinema abbandonato in Campania che ho avuto il piacere (e lo spavento) di esplorare al suo interno.

La storia, in questo caso, è lunga e attraversa per intero il secolo scorso: dall’edificazione nel primo Novecento, alle vicende in epoca fascista e durante la seconda guerra, al cambio nome, fino alla chiusura definitiva negli anni ’80 e ai recenti disastri che ne hanno messo a repentaglio la sopravvivenza. E, bisogna ammetterlo, il fascino di questo ex cinema e teatro è tale – e talmente cristallizzato nell’immagine di un’epoca lontana – che per qualche istante sembra di rivedere, tra i resti sgualciti e i rottami, tutte le tappe del suo percorso secolare.

A partire dalla facciata esterna (che qui non mostriamo), in questo ex cinema e teatro si ha tutta la sensazione di entrare in una bolla temporale e riagguantare un passato remoto: le sedute in legno, sebbene ormai marce, le decorazioni del soffitto, anche se in parte crollate, sono tracce originali di un’epoca lontana. Eppure, a volte, a prevalere è la tirannia del presente, che non lascia spazio alle evocazioni della storia. In poche parole: almeno un briciolo d’ansia sale anche ai più audaci, una volta messo piede in un locale completamente buio, dall’atmosfera a dir poco tetra, ricoperto di ragnatele e di macerie, di segni di devastazione e incendi, malfermo in ogni solaio e ogni scalino percorribile.

Così, già dopo i primi passi, mentre illuminavo con la torcia l’uno o l’altro angolo per farmi largo, in solitaria, tra i detriti e i rifiuti, incerto se stare in guardia o farmi rapire dai dettagli e scattare fotografie, a riportarmi bruscamente nel vissuto dell’istante è stato un mezzo infarto: alle mie spalle, all’improvviso, sento un verso non umano, e nemmeno animale; mi volto di scatto, già preparato all’idea di trovarmi davanti un mutante o una creatura aliena, ma quando punto la torcia, a scappar via di corsa, tra ulteriori strepitii inquietanti, è solo un gatto molto arrabbiato. Solo un gatto, sì, ma l’atmosfera e la suggestione giocano brutti scherzi. E nei film horror, dopo il falso allarme e lo scampato pericolo, poi si palesa sempre il vero nemico. Stupidaggini? Sono concesse, siamo al cinema. E con questa suspense, mi sembrava di essere finito malauguratamente nel “Sottosopra” di Stranger Things o tra i cunicoli infestati di As Above, So Below. Mentre il gatto continuava, da qualche parte, a produrre rumori molesti, ho proseguito la ricerca e scattato il resto delle foto, prima di allontanarmi sperando di non incrociare di nuovo quella bestia inferocita.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Per ulteriori immagini e racconti su questo luogo o per scoprire gli spazi abbandonati della Campania, seguite gli aggiornamenti di Derive Suburbane.

Se questo ex teatro e cinema abbandonato in Campania ha stuzzicato la vostra curiosità, vi proponiamo una lista di cinema e teatri abbandonati in tutta Italia.

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