Esplorare Edifici Abbandonati : 5 Aspetti essenziali dell’Esplorazione Urbana

Da Maggio 31, 2018 SPECIAL EDITION 💣

Conosciuta propriamente col nome di Urbex (dall’inglese “Urbain Exploration”) questa pericolosa attività, nata da poco più di un secolo, si è diffusa rapidamente negli ultimi vent’anni raccogliendo l’interesse delle nuove generazioni e allargando il proprio pubblico, già in origine molto eterogeneo.
Non lasciamoci però ingannare dal nome, che poco si accosta a banali gite turistiche o noiose visite programmate (almeno, nella maggior parte dei casi).
L’esplorazione urbana raccoglie infatti pericolose attività solitarie, irruzioni improvvise e rapide, prive di sicurezza e finalizzate all’esplorazione di edifici abbandonati: tunnel dismessi, ex manicomi, case pericolanti ,  vecchie fabbriche…

Cosa racchiude dunque l’esplorazione urbana?
Un mix di curiosità e adrenalina che nulla invidia alla speleologia classica (la più nota attività di esplorazione delle grotte), con cui divide non poche caratteristiche.
Cosa accomuna dunque questi due hobby, non adatti ai deboli di cuore?
Lo abbiamo chiesto ad alcuni importanti esponenti del movimento urbex italiano, facenti parte del team Ascosi Lasciti, che ci hanno elencato varie tematiche. Noi le abbiamo riassunte in 5 aspetti essenziali :

1)  IL BUIO, anzitutto.

Non raramente capita di trovarsi in strutture sotterranee o stanze d’edifici prive di qualsiasi fonte luminosa. Ecco perchè ogni premuroso esploratore urbano non dimentica mai la torcia per visitare gli edifici abbandonati che ha individuato lungo i suoi itinerari.

2) LA TEMPERATURA : freddo quasi sempre.

Trattandosi di luoghi inutilizzati per anni, non ricevono un’adeguata cura dall’umidità e dal monito dei termometri.
Ma a rischiare l’ipotermia non sono gli esploratori stessi, bensì molti clochard e senzatetto che cercano riparo dalle rigide notti invernali. Non di rado, sul trafiletto più nascosto del giornale locale, si possono leggere notizie di ritrovamenti dei corpi assiderati dei “barboni della zona”.
L’esplorazione urbana, per i fotografi stessi, può divenire comunque molto spiacevole se si trascura questo fattore. Ed ogni escursionista conosce bene il fastidio di “dover mollare” sul più bello.

3) L’INSTABILITA’ delle strutture.

Che si tratti di rocce friabili o di travi pericolanti, il rischio più grande rimane legato ai crolli. La ricerca di punti stabili rappresenta la costante da seguire pedissequamente.
Una possibile soluzione resta camminare lungo le pareti, sempre uno per volta, allargando il proprio baricentro e coprendosi sempre il capo per evitare traumi cranici. La migliore soluzione, che raccomandiamo sempre, è semplicemente quella di evitare di esporsi a questi rischi, rinunciando sin dal principio.

4) LA CURIOSITA’.

Forse l’aspetto più pericoloso di questa attività. Vero è che assolve l’esploratore da fatiche e paure, poichè senza questo banale elemento, nessuno si spingerebbe in situazioni così estreme : saloni arredati dal gusto umano e dalla vegetazione incolta, soffitti opacizzati da ragnatele, macchinari industriali coperti di ruggine, sono il vero motore dello spirito Urbex. Tuttavia, è proprio la curiosità che ci fa ritrovare in situazioni potenzialmente rischiose. Un po’ come il gatto che, preso dalla frenesia della caccia, sale velocemente sull’albero, per poi restarvi bloccato, una volta che si è reso conto del tragitto compiuto. Solito consiglio: non esponetevi a questi rischi.
E infine….

5) L’ATTREZZATURA consigliata.

Una buona scorta di oggetti utili rende l’esperienza dell’esplorazione urbana più sicura.
E’ vero che un motivo del crescente interesse tra i giovani, sia la possibilità di “improvvisarsi Urbex” senza particolari spese. Ed infatti nulla è realmente indispensabile, come lo è invece per gli altri tipi di attività esplorative : senza maschera e bombole non ti immergi; senza fune non ti arrampichi; senza torcia non varchi neanche l’ingresso di una grotta prima di romperti il naso).
Le visite urbane si potrebbero improvvisare con costume e infradito. Ma rimane comunque un gravissimo errore sottovalutare l’importanza dell’ essenziale equipaggio dell’esplorazione urbana.

….per conoscere l’attrezzatura consigliata nell’esplorazione urbana attendi il nostro prossimo articolo su questo argomento. Intanto puoi farti un giro tra tutti i posti abbandonati italiani, regione per regione, facendo click qui.

Rammentiamo infine la pericolosità e la natura “borderline” di questo tipo di attività, che viaggia sul filo della legalità. Per approfondire questo tema, visita qui la sezione dedicata ai rischi disciplinari e legali dell’esplorazione urbana.

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David Calloni
David Calloni
Amministratore del progetto, del sito-blog e della rete social, accanto al fondatore admin Alessandro. Laureato all'università di Genova, fotografo amatoriale, scrittore per passione e informatico per necessità.

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