Skip to main content

La notte del 29 giugno 2009 Viareggio fu scossa da un disastro così grave che ancora oggi, aldilà delle bellezze della città e del suo celeberrimo Carnevale, viene accostata nell’immaginario collettivo a questo tragico evento: la strage di Viareggio.

L’incidente ferroviario avvenne alle 23:49. Come? Dopo diversi tentativi di ricostruzione dell’evento, è assodato che un treno merci composto da 14 vagoni carichi di GPL deragliò nei pressi della stazione. Uno dei vagoni si rovesciò, trascinandosi con sé gli altri quattro posteriori e causando la fuoriuscita del gas infiammabile che, a contatto con l’aria, esplose in un’enorme palla di fuoco, investendo rapidamente le abitazioni circostanti e trasformando quella tiepida notte in un inferno di fiamme. Purtroppo, trentadue persone persero la vita. Una decina di loro perirono subito, le altre dopo settimane di vane cure ospedaliere. Molte altre rimasero ferite, segnate a vita, sia nella pelle che nei ricordi. Tra le vittime della strage di Viareggio, vi erano intere famiglie che vivevano nelle case adiacenti ai binari.
Pare che i vagoni cisterna fossero di proprietà di una multinazionale statunitense ed il primo vagone, quello che avrebbe causato l’esplosione, sarebbe stato revisionato poco prima dell’incidente. Questo sollevò molte domande sulla sicurezza e sulla manutenzione dei mezzi di trasporto. Le indagini successive rivelarono che il deragliamento fu causato dal cedimento strutturale di un asse del carrello di uno dei vagoni. Questo incidente portò a una serie di processi legali che durarono anni, con numerose condanne e assoluzioni che alimentarono il dibattito pubblico sulla sicurezza ferroviaria in Italia.
Ogni anno, Viareggio ricorda le vittime con una cerimonia commemorativa, un momento di riflessione e di impegno per garantire che tragedie simili non si ripetano mai più. Ma c’è una cosa che moltissime persone non sanno.

Il modello E655 175, ovvero la locomotiva di proprietà dell’allora Trenitalia Cargo, oggi Mercitalia Rail, era al comando del treno merci “esploso” numero 50325. Perché specifichiamo questo dettaglio? Come sempre facciamo, attraverso l’attività di ricerca territoriale denominata “urbex“, ci spingiamo a scavare in profondità dentro le vicende, per dare un piccolo contributo nel nostro piccolo. L’obiettivo è riportare a galla storie cadute nell’oblio o, come in questo caso, elementi dimenticati e/o nascosti di vicende ben note a livello nazionale.
La chimera dell’orrore del 2009, insieme ad altre storiche locomotive, giace oggi dormiente, in uno stato pressoché di abbandono, in una zona periferica della Toscana, che non divulghiamo per i soliti motivi di tutela e incolumità delle persone che, curiosando, potrebbero esporsi a diversi seri pericoli.
Potete ammirarla in foto, la locomotiva, in tutta la sua attuale impotenza. Sembra nascondersi, tra gli altri treni “abbandonati”, quasi a coprire le sofferenze che ha indirettamente causato a centinaia, se non migliaia, di persone ed un’intera collettività.
Quale sia il  destino del treno semi-abbandonato della strage di Viareggio non è dato saperlo. Dopo le dovute indagini, aspetta ora la demolizione? Oppure attende che il dolore si depositi col tempo nei cuori di chi ancora ricorda, per poi essere esposto in qualche museo?
Forse è soltanto in attesa. Ma intanto è qui, ed ivi giace. Potete ammirarlo nella foto qua sotto, nel suo lungo e profondo letargo.

Se il treno semi-abbandonato della strage di Viareggio ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di depositi e mezzi di trasporto abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati della Toscana?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
I luoghi che noi di Ascosi Lasciti esploriamo e documentiamo, seppure omettendone volutamente alcune informazioni a fini di tutela, spesso risultano pericolosi o inagibili: raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio ed il neo-nato profilo tiktok.

(Visited 3.837 times, 1 visits today)
Rating: 4.4/5. Dai voti15.
Attendere....