Come fare urbex

Piccola guida per scovare l’abbandono

Da Aprile 17, 2020 Giugno 13th, 2020 Nessun commento

A chi si affaccia per la prima volta al mondo dell’esplorazione urbana, non solo potrebbero sfuggire i principi etici che lo orientano, ma potrebbe fin troppo presto venire a mancare la pazienza: spesso i lettori più curiosi vorrebbero tutto e subito, ignari che dietro il reperimento di un luogo abbandonato si cela una ricerca talvolta lunga ed estenuante. 

Infatti, la fotografia non è l’unico talento necessario ad un esploratore, né la spavalderia è la sua unica arma: proprio la ricerca richiede metodo e creatività. Ma come funziona? Come si scopre la posizione di un luogo abbandonato? Il ‘segreto professionale’ degli esploratori urbani suscita in tutti una certa irritazione. E allora cerchiamo di delineare un po’ per tutti, dai principianti agli esploratori più navigati, i criteri basilari di una ricerca mirata.

Gli esperti non hanno certo bisogno di consigli: ognuno ha le sue tecniche, più o meno collaudate, per procedere per conto proprio. In verità, anche tra i più attivi non sono così pochi i furbetti e i ‘copioni’, che sbirciano qua e là in rete per limitare al minimo la ricerca e, senza pensarci su, alcuni finiscono anche per copia-incollare informazioni da altre fonti. C’è persino chi, soprattutto su Instagram, si appropria di scatti altrui, o chi spaccia fotografie prese chissà dove per immagini inedite di un luogo. Ma questo è tutto un altro discorso.

In ogni caso, nessuno è immune al furente impeto di localizzare un luogo abbandonato che un collega-rivale può aver scoperto e fotografato per primo. Non è questo il caso dello zuccherificio o dell’ospedale di turno: quelli si rintracciano in pochi minuti. Bastano una ventina di secondi a chi sa il fatto suo per trovare un edificio sacro sulle mappe online. Ma le ville o altri palazzi nascosti nei boschi? Quelli sono un po’ più complicati. Ed ecco che scatta l’impulso a raccogliere ogni briciola, per decrittare foto, didascalie o articoli pubblicati da altri: indizi topografici e storici nel testo, dati EXIF delle foto, riconoscimento immagini di Google, e via dicendo.

articoli urbex generici ascosi lasciti (2)

Può essere utile, invece, partire dalle basi per i profani assoluti del settore, per i lettori spassionati e, perché no, anche per quelli che inveiscono rabbiosi contro chi non condivide la geolocalizzazione esatta di quella chiesetta così carina, sperduta lassù in cima alla montagna. Tanto per cominciare, shhh!, un piccolo segreto: è sufficiente non essere pigri, sgranchire le dita, aprire un motore di ricerca, e… Zack! Bastano un paio di parole-chiave adeguate, e il cappello magico di internet sforna già la risposta desiderata.

Ma passiamo a quelli che vorrebbero persino schiodarsi dal divano e lanciarsi in un’avventurosa esplorazione. Il primo metodo, il più sano, il più giusto, il più naturale è quello di mettersi in macchina e/o sulle proprie gambe, e girare girare girare. Personalmente, le scoperte più esaltanti le ho fatte vagabondando, o mentre ero diretto altrove.

Un secondo metodo, utile a risparmiare benzina ed energie, è quello di spostarsi nell’etere virtuale di Google Satellite: un’operazione che potrebbe risultare persino più faticosa e duratura – ci vuole un certo occhio a distinguere un tetto malmesso tra i pixel sgranati di una foto satellitare. Per ottimizzare gli spostamenti, basta segnare sulla mappa due o tre mete nel raggio di una trentina di chilometri, e a quel punto non resta che munirsi dell’abbigliamento adatto e partire.

Terzo ed ultimo metodo: il passaparola. Dopo un annetto di urbex, ci si accorge che si tratta di una vera e propria sottocultura, che presuppone l’esistenza di una comunità. Chi mette da parte la competizione si scambia dritte, informazioni, consigli su scala internazionale. E questa non è l’unica via, si può anche cominciare dalle community sui social: se non ci siete già, unitevi al nostro gruppo Facebook nazionale o cercate il gruppo Ascosi Lasciti della vostra regione!

Ma attenzione, per chi è ancora affezionato ai rapporti reali e non virtuali, vale il concetto antico di passaparola: la gente del luogo non va evitata, spesso è in grado di dare consigli e indicazioni. E alla fine è utile ribadirlo: andare in giro è il metodo migliore e più divertente.

Poi, certo, ci sarebbero altri trucchetti infallibili per scovare luoghi inesplorati… ma quello è parte del segreto professionale!

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Lorenzo Jedermann
Lorenzo Jedermann
Docente universitario e giornalista pubblicista, la passione dell'esplorazione è sbocciata da piccolo con l'illuminante visione del film 'I Goonies'. Autore, revisore e redattore per 'Ascosi Lasciti', ha anche un progetto personale che si occupa dell'architettura fantasma in Campania, chiamato 'Derive Suburbane'.

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