La pazienza e le infinite ricerche ripagano sempre. Senza di esse mai avremmo potuto scovare le informazioni che siamo riusciti a trovare. E questo vale per tutti i luoghi abbandonati che abbiamo rinvenuto.

Quello di oggi vi lascerà a bocca aperta. Tramite una persona direttamente coinvolta nella storia del posto, siamo entrati in contatto con il genero dell’ex proprietario di questa casa abbandonata di campagna. Una normale abitazione? Ovviamente no, seguiteci.

Ciò che ci ha raccontato l’uomo ha un fascino a dir poco incredibile, quasi quanto la “morfologia delle pareti esterne… “.
Tutto inizia con la legge del ’62, che stabiliva le norme per acquistare terreni di proprietà dei comuni, con l’obbligo entro 15/18 mesi di costruirvi una seconda residenza. Lo scopo? Ripopolare le zone fuori dal perimetro dei centri abitati. Le norme in merito erano molto severe, con la possibilità che il comune si riappropriasse del terreno per inadempienza degli obblighi. Ed è proprio qui che inizia la storia di questo luogo abbandonato.

Una nostra amica ci indica l’esistenza di questa particolare costruzione: un’abitazione immersa nel verde, alquanto bizzarra: una casa a forma di fungo. L’atto del genio civile è datato 1973, quando il signor Antonio acquista un terreno in un piccolo comune dell’entroterra e gli viene concessa l’autorizzazione a costruire. Da lì a poco iniziano i lavori e questa “casa fungo” così particolare inizia a prendere vita. Veniamo rassicurati in merito, non c’è una ragione massonica dietro la scelta della forma, è solamente frutto dell’estro creativo di chi l’ha ideata. Nel giro di qualche mese la costruzione viene ultimata e il proprietario, insieme alla propria famiglia, si trasferisce e la utilizza come soggiorno estivo, per circa quindici anni.

Enorme colpo di scena: per la questione della ricognizione degli usi civici, il comune si riappropria del terreno, entrando in conflitto con il proprietario. Le due parti vanno in causa e il processo si conclude a favore del proprietario, che viene risarcito del danno, ma al quale viene comunque sottratta la casa fungo. Possiamo immaginare il dispiacere della famiglia nel dover lasciare l’abitazione, ormai protagonista di tante estati spensierate in campagna.

La struttura viene ceduta completamente arredata, pronta all’uso. Purtroppo i vandali nel corso degli anni hanno forzato le entrate e distrutto tutto ciò che restava all’interno, svuotando “l’anima” di questo posto. Non rimane molto della casa fungo abbandonata. I pavimenti piastrellati in tipico stile anni ’70, un camino, costruito proprio al centro della stanza circolare, e il magnifico panorama sulla vallata, restituiscono bellezza e particolarità a questa costruzione.

Certo, c’è chi si è costruito la casa vendendo funghi, chi venderebbe la casa per la passione micologica e chi, infine, ne ha fatto un vero stile di vita per decenni, prima che le istituzioni vanificassero gli sforzi.

testo: Chiara De Patre

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa casa fungo abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di case, ville e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati dell’ Abruzzo?

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Valerio Fanelli
Valerio Fanelli
Nato a Potenza ma residente a Pescara da molti anni.
Valerio si è diplomato all’istituto d’arte con indirizzo di fotografia e oggi continua a coltivare questa passione attraverso la partecipazione di mostre fotografiche e articoli sull'esplorazione urbana.

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